“Cronache di un gatto viaggiatore”: un dolce cammino verso la scoperta dell’amicizia


Cronache di un gatto viaggiatore di Hiro Arikawa è un romanzo dal sapore dolce, capace di toccare l’animo del lettore. Racconta la storia di una inestimabile amicizia tra Nana, un gatto che credeva di non aver bisogno di nessuno, e Satoru, un ragazzo che ha scelto di stare da solo per paura di soffrire. I due compiranno un lungo viaggio per scoprire che il loro legame non potrà mai svanire.

L’opera di Hiro Arikawa 浩有川, Cronache di un gatto viaggiatore (Tabineko ripōto 旅猫リポート), viene pubblicata per la prima volta in Giappone nel 2012. Edito da Garzanti e tradotto da Daniela Guarino, raggiungere le librerie italiane nel settembre 2017. Come suggerisce il titolo, il viaggio è una componente fondamentale dell’opera. I due protagonisti si muovono attraverso un Giappone rurale, e attraverso i paesaggi, i colori, assaporano la natura. Inoltre, faranno molte nuove esperienze e incontreranno numerose persone legate al passato di Satoru. Il viaggio li porterà a esplorare la vita nei dintorni di Tōkyō, ma anche di altre zone, lontano, verso sud: il mare, i dintorni del monte Fuji, i boschi rigogliosi e i campi. Di qui i loro passi si dirigeranno a nord, fino ad arrivare e fermarsi in Hokkaido. Qui davanti ai loro occhi si dispiegheranno panorami unici: la distesa di susuki simile a un mare, gli sgargianti fiori viola e gialli ai bordi delle strade e i rossi frutti del sorbo. Oltre alle meraviglie che incontrano durante il viaggio, questo rappresenta anche l’occasione per il rafforzarsi e consolidarsi di una amicizia iniziata ormai cinque anni prima.

"Ah… noi due abbiamo visto davvero tante, tantissime cose, insieme. La città in cui è cresciuto Satoru. I campi in cui tremolano le verdi piantine. Il mare, che leva un terribile, pesante suono. Il monte Fuji che sembra venirti addosso con forza. […] il grande, grande, grandissimo arcobaleno venuto dal terreno, che descriveva un doppio arco nel cielo. E soprattutto i sorrisi delle persone care."

La storia inizia dal punto di vista di Nana, un gatto randagio che vive di espedienti, giorno per giorno. Nana è molto intelligente e va fiero della sua indipendenza, è un animale che graffia e soffia agli umani perché non è abituato al loro affetto. In un modo o nell’altro riesce sempre a cavarsela: trovando qualcosa da mangiare, lasciandosi toccare da qualcuno in cambio di cibo e scovando buoni nascondigli. Satoru Miyawaki è un ragazzo sulla trentina che vive da solo a Tōkyō, in un certo senso anche lui è randagio in quanto si è chiuso in sé stesso e non permette a nessuno di avvicinarsi al suo cuore. È un ragazzo dal passato turbolento che nella vita ha molto sofferto. Il loro primo contatto avviene perché Nana sceglie la macchina di Satoru come luogo per riposarsi. I due cominciano quindi a scambiare timidi contatti, le prime carezze in cambio di cibo. Tutto cambia il giorno in cui Nana viene investito da una macchina, rimanendo gravemente ferito. Inizia così a miagolare con tutte le sue forze con l’intenzione di chiamare Satoru, che infatti arriva a salvarlo da morte certa. Da quel giorno i due iniziano a vivere insieme e si instaura un profondo rapporto di amicizia e rispetto. Satoru lo chiama così, Nana, perché la sua bizzarra coda ricorda una sette (nana in giapponese significa sette). Progressivamente Satoru ricomincia ad assaporare le gioie della vita, i due si completano riempiendo le giornate di tenerezza. Fino al giorno in cui Satoru deve trasferirsi e non può più occuparsi di Nana. È allora che inizia il viaggio, su una vecchia station wagon color argento, per trovare un nuovo padrone tra le amicizie di Satoru: il migliore amico delle elementari, il compagno di scorribande delle medie, la prima ragazza che ha amato e poi perso. Ma nessuno di loro può prendersi cura di Nana, saranno invece il viaggio e le avventure che vivono a far loro comprendere il vero valore delle cose importanti. Quelle che regalano piccoli momenti di gioia e di serenità, nelle quali appunto si può trovare la felicità.

“Ho guardato in alto verso le spighe di susuki: ancora più su, col sole alle spalle, c’era Satoru che mi ha individuato. Nell’istante stesso in cui i nostri sguardi si sono incrociati, il suo viso teso si è rilassato tutto d’un colpo. E poi anche nello sguardo si è allentata la tensione… Senza dire una parola, Satoru si è inginocchiato a terra e mi ha abbracciato stretto.”

(Didascalia: scena tratta dal film omonimo del 2008, @Shochiku, NTV Tokyo)

L’importanza della semplice quotidianità tra i due protagonisti diventa l’elemento più importante di tutta l’opera. Il loro rapporto è capace di spezzare la tristezza che Satoru ha sofferto nel suo difficile passato, che ci viene raccontato poco a poco ogni qual volta che il ragazzo incontra i suoi vecchi amici. Il passato viene sempre ricordato con nostalgia, ma nello stesso tempo racchiude eventi dolorosi sia per Satoru che per i suoi amici. Una delle prime esperienze dolorose riguarda il suo primo gatto, Hachi, in gran parte identico a Nana. Raccolto in tenera età da una scatola, è stato il primo animale a dargli una gioia mai sperimentata prima. A causa delle circostanze ha dovuto lasciarlo a un parente e gli è stato impossibile rivederlo, finché un giorno gli è stato comunicato che a causa di un incidente Hachi è morto. Questo e un altro trauma hanno portato Satoru a sentire un profondo senso di vuoto, tale da farlo disaffezionare da qualsiasi cosa. Tutto ciò fino all’incontro con Nana e al loro viaggio, che gli farà capire che ormai sono inseparabili. Ognuno colma le mancanze dell’altro, si fidano ciecamente, e la loro amicizia durerà per sempre.

“Noi ci incamminiamo verso un nuovo viaggio, contando i ricordi del precedente. Ricordando quelli che se ne sono andati prima e pensando a coloro che verranno dopo. E poi un giorno, probabilmente, incontreremo al di là dell’orizzonte tutti quelli che abbiamo amato”

(Didascalia: scena tratta dal film omonimo del 2008, @Shochiku, NTV Tokyo)

Hiro Arikawa è una scrittrice che ha esordito sulla scena letteraria come autrice di light novels, con le serie The SDF Trilogy (Jieitaisanbusaku 自 隊三部作) e The Library War (Toshokan sensō 図書館戦争). Nel 2003 vince il prestigioso premio letterario Dengeki, riservato alle light novels, per Shio no machi 塩の街, uno dei tre racconti della The SDF Trilogy. Recentemente si è dedicata a scrivere romanzi, tra i quali Cronache di un gatto viaggiatore. In Giappone è stato subito un grande successo, un vero e proprio caso editoriale. Sull’onda di questo successo il libro è stato tradotto in tantissimi paesi e ha ispirato la realizzazione dell’omonimo film in Giappone del 2018.

Lo stile è molto scorrevole, la sintassi è semplice e breve per dare maggiore spazio al discorso diretto, così da potere esprimere al meglio i pensieri e le emozioni dei personaggi. Nana, come tutti i gatti, è cinico e materialista, quindi non di rado vi provocherà qualche risata. ma l’opera alterna momenti divertenti ad altri dal tono più serio, capaci di far emozionare il lettore. In particolare, il finale si tinge di malinconia, di una commozione che manterrà il lettore incollato a ogni pagina fino alla fine. Cronache di un gatto viaggiatore è una storia semplice ma anche molto toccante, adatta a tutte quelle persone che amano le storie di sentimenti e di vita reale: una passeggiata tra i fiori, il fruscio delle onde marine, le chiacchierate con gli amici mentre si ricorda il passato, le coccole, gli abbracci. Come recita The Booksellers: Una storia dal grande cuore che vi farà innamorare.

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