
NIPPOP x FEFF28: “Gamera, the Giant Monster” di Noriaki Yuasa
Un kaijū fuori dagli schemi che, tra limiti produttivi e intuizioni brillanti, segna la rinascita della Daiei e ridefinisce il genere monster movie giapponese.

Un kaijū fuori dagli schemi che, tra limiti produttivi e intuizioni brillanti, segna la rinascita della Daiei e ridefinisce il genere monster movie giapponese.

“The Sickness Unto Love” (2025) nasce dalla regia di Hiroki Ryūichi e dalla sceneggiatura di Kato Masato e Kato Yuiko. Si tratta della trasposizione cinematografica dell’omonima opera di Shasendō Yūki, originariamente nota in giapponese con il titolo Koi ni itaru yamai 恋に至る病. Quello che si presenta come un tipico caso di seishun eiga 青春映画 – pellicole adolescenziali focalizzate sul tema del coming of age, sulle amicizie, i primi amori e le preoccupazioni che interessano l’età giovanile – si rivela presto ben altro, spingendosi oltre i confini del genere.

Nagai Akira dirige l’adattamento cinematografico del celebre romanzo thriller Bakudan (2022) di Katsuhiro Go, candidato al Premio Naoki.

Restaurato in 4K in occasione del Far East Film Festival 28 di Udine e premiato agli Awards of the Japanese Academy del 2007 come Miglior film e Miglior regia, Hula Girls (Fura gāru フラガール) torna sul grande schermo dopo vent’anni dalla sua prima anteprima udinese. La riproposizione di questa pellicola costituisce un tributo speciale al celebre regista Lee Sang-Il, che sarà presente alla kermesse di quest’anno per presentare in anteprima italiana Kokuho – Il maestro di kabuki.

The Last Blossom racconta, attraverso una struttura a flashback, la vita di Akutsu, ex membro della yakuza, mettendo al centro il legame affettivo costruito con Nana e il figlio Kensuke. Scivolando continuamente tra passato e presente, il film esplora forme alternative di famiglia non fondate sui legami di sangue, facendo così emergere una riflessione intensa su amore, colpa e redenzione.

Cosa succederebbe se un rude boscaiolo delle montagne incontrasse un giovane aspirante regista? Se ve lo siete mai domandato, beh, questo film è la risposta perfetta per immergersi in una particolare e delicata storia d’amicizia fra due uomini estremamente diversi tra loro.

In uscita nelle sale italiane a partire dal 30 aprile e in anteprima al Far East Film Festival 28 di Udine, l’ultimo lavoro del regista Lee Sang-il Kokuho – Il maestro di kabuki (国宝, Kokuhō) dà risalto al teatro kabuki, una forma teatrale in cui gli attori sono esclusivamente uomini. Candidata agli Oscar 2026 per Miglior trucco e acconciature, la pellicola è uscita nelle sale giapponesi lo scorso giugno e ha già vinto numerosi premi agli Awards of the Japanese Academy 2026, tra cui Miglior film, Miglior regia e Migliore sceneggiatura.

Quanti ostacoli e insidie una giovane donna deve affrontare, anche solo per essere una madre? Questa è la storia della vita al limite di Fujiko, protagonista di una pellicola dall’animo rock.

“The Eel” (Unagi うなぎ) è un film drammatico del 1997 diretto da Imamura Shōhei, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 1997. Si distingue per la profonda introspezione psicologica del suo protagonista, nel suo percorso verso la redenzione e nella sua reintegrazione sociale.

È il 1844, gli ultimi strascichi dell’epoca Edo (1604-1868), davanti a noi si apre il palcoscenico per il nostro dramma samuraico: il giovane daimyō Naritsugu Matsudaira, violento e sanguinario, porta terrore e disgrazia nelle sue terre, oltre a sfoggiare senza remore il proprio potere contro gli altri clan, protetto dal suo status di fratellastro dello shōgun. Per fermare la scia si sangue lasciata da Naritsugu, un membro del Consiglio degli Anziani dello shogunato, Doi Toshitsura, raduna una squadra per l’esecuzione formata da undici samurai, un rōnin e, con grande sorpresa, un cacciatore di montagna.