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“Confessioni” di un fallimento collettivo, l’aula dove muore l’empatia

Il capolavoro di Minato Kanae ritrae in maniera inquietante una società che premia il successo a scapito dell’umanità: giovani sospesi tra il desiderio di onnipotenza e il vuoto etico, nati dalle macerie di una famiglia tradizionale ormai incapace di trasmettere il peso morale della responsabilità. “Sono ben conscio che l’omicidio sia un crimine. Ma non lo sono altrettanto a proposito del fatto che sia da ritenere a tutti i costi un atto malvagio.”(Shūya, Confessioni) In un ordinario ultimo giorno dell’anno scolastico, il chiacchiericcio degli studenti della 1ºB di una scuola media di provincia viene interrotto dal gelido discorso pronunciato dalla loro insegnante di scienze e responsabile di classe, la professoressa Moriguchi Yūko. Il suo non è solo un addio alla sua classe, ma un più definitivo addio all’insegnamento e alla sua professione. Questa drastica scelta è maturata a causa di un evento straziante e quanto più inquietante. Appena pochi mesi prima, infatti, la figlia di quattro anni di Moriguchi, la piccola Manami, è stata trovata priva di vita nella piscina della scuola e la sua morte è stata archiviata come incidente. Nessuno avrebbe biasimato la professoressa per la sua scelta visto il forte trauma che aveva affrontato, ma la questione

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Namamiko – L’inganno delle Sciamane: un peculiare e inquietante spazio di rivendicazione femminile

Namamiko. L’inganno delle sciamane (なまみこ物語 – Namamiko monogatari) di Enchi Fumiko, una delle voci più importanti della letteratura femminile giapponese del secolo scorso, è stato pubblicato in Giappone nel 1965, e uscito in Italia nel 2019 tradotto da Paola Scrolavezza per Safarà editore. Romanzo storico di particolare costruzione e intreccio, riprende una delle più celebri ambientazioni del Giappone antico, la corte imperiale, e all’interno dei suoi palazzi dà voce ai personaggi che più sono rimasti oscurati e silenziati all’interno della letteratura tradizionale: le donne.

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Tra l’ombra della bomba e il volo di una libellula: la poetica della leggerezza di Imanishi Sukeyuki in “Un fiore solo e altri racconti”

Riuscite a immaginare il peso di un intero conflitto mondiale racchiuso nel palmo di una mano o in un petalo di cosmea? Spesso siamo abituati a pensare alla guerra come a un fragore assordante di bombe e proclami, ma Imanishi Sukeyuki ci costringe a fare l’esatto opposto: ci chiede di tendere l’orecchio verso il silenzio.

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La pittura a inchiostro giapponese: un’esperienza che fonde religiosità ed estetica

La pittura a inchiostro giapponese, nota anche con il termine sumi-e (pittura a inchiostro nero), è una forma d’arte estremamente affascinate che affonda le proprie radici in una tradizione filosofica inizialmente estranea: il buddhismo chan. Sarà grazie all’importazione dalla Cina di tale filosofia che il Giappone avrà occasione di conoscere, padroneggiare e, in seguito, rivendicare la pittura a inchiostro come espressione del buddhismo zen. 

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“Tokyo Sympathy Tower”: la torre dell’empatia

In una Tokyo appena oltre il nostro presente, la giustizia non si misura più in anni di pena, ma in gradi di compassione. Al posto delle prigioni sorgono torri; i colpevoli scompaiono dietro nuove etichette, mentre la punizione si dissolve in un linguaggio che simula empatia. Tokyo Sympathy Tower di Rie Qudan si apre così come un esperimento narrativo e morale: che cosa accade quando linguaggio, tecnologia e architettura si alleano per “correggere” l’umano? Dietro l’apparente utopia di una società empatica si nasconde una domanda più inquietante: fino a che punto le parole possono alleviare la colpa — e quando, invece, iniziano a occultarla? 

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Blue Period: l’arte della vulnerabilità, la forza dei legami umani

Yaguchi Yatora è un comune studente delle superiori: abbastanza popolare, nonostante l’aspetto da “teppista” si fa ben volere dagli altri per la sua disponibilità e gentilezza, e riesce a giostrarsi alla perfezione tra studio e serate a oltranza nei bar di Shibuya in compagnia dei suoi amici. Una vita all’apparenza perfettamente normale, un ragazzo brillante con una prospettiva futura piuttosto standard che, improvvisamente, viene stravolta da un semplice compito di educazione artistica: “disegnate un paesaggio a piacere”. 

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