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NipPop

“Nel paese delle donne selvagge” di Matsuda Aoko: il folklore tradizionale giapponese interpretato in chiave femminista

25 Giugno 2026
Rebecca Ricci

Matsuda Aoko, traduttrice e scrittrice giapponese, è conosciuta per la sua estetica satirica e fortemente femminista. Ha riscontrato il suo primo grande successo con La donna muore (Onna ga shinu) del 2019, finalista allo Shirley Jackson Award. È però con la sua ultima opera Nel paese delle donne selvagge (2021) che si afferma nel panorama della letteratura femminile e fantasy mondiale.

Nel paese delle donne selvagge di Matsuda Aoko è una raccolta di diciassette storie brevi che rielabora in chiave moderna e femminista le antiche leggende popolari tipiche del folklore giapponese.

Il titolo dell’opera originale è Obachan-tachi iru tokoro (おばちゃんたちいる所), che si può tradurre come “Il luogo in cui si trovano le donne mature”. È la traduzione inglese Where the Wild Ladies Are del 2021 che introduce l’aggettivo “selvagge” nel titolo, riportato poi anche nella traduzione italiana. L’aggiunta di questo aggettivo nella versione inglese è fondamentale per capire al meglio il taglio che l’autrice dà alla sua opera. Questo termine attribuisce alle donne una natura indomabile, non conforme alle regole della società, ed è proprio questa la chiave del romanzo.

Ciò che rende stravagante questo libro è la scelta di Matsuda di dare un taglio totalmente diverso alle classiche storie di fantasmi del Giappone classico. L’autrice riprende i personaggi femminili presenti nei racconti popolari giapponesi e rileggequesti ultimi dal loro punto di vista, raccontando una storia che dona alle donne una loro personale rivincita. La loro vita non termina con la morte, ma anzi, quest’ultima rappresenta un punto di lancio, un nuovo inizio. Rispetto a quanto narrato nella tradizione, nell’aldilà le donne non si limitano ad essere semplici spiriti vendicativi volti solo a tormentare i vivi come Rokujō nel Genji Monogatari (La storia di Genji), opera cardine della letteratura giapponese classica scritta dalla dama di corte Murasaki Shikibu. 

Grazie alla morte, le protagoniste dei racconti di Matsuda sono finalmente libere dalle catene imposte dalla rigida e ferrea società giapponese che le relega in un angolo, in disparte, e in questo “mondo” diventano donne in carriera, di successo, a cui non serve il permesso dell’uomo per agire. In questo regno parallelo, la comunità femminile non è tenuta a rispettare gli standard che le sono imposti; al contrario, le donne sono incoraggiate ad esprimere liberamente la loro natura eccentrica e i loro sentimenti, senza restrizioni e con piena forza. Tutto questo nella vita reale e secondo l’opinione pubblica sarebbe considerato mostruoso, ma il potere di quest’opera risiede nel sovvertire l’ordine naturale delle cose ed è questo uno dei principali motivi del suo successo. 

Attraverso questo romanzo, Matsuda apre un dialogo diretto tra il passato e il presente del Giappone, facendo capire che la condizione femminile attuale non è così tanto diversa da quella di secoli fa, ai tempi di Murasaki Shikibu.

Dal punto di vista strutturale, a primo acchito i racconti brevi di cui si compone l’opera sembrano autonomi. Tuttavia, proseguendo con la lettura ci si rende conto che in realtà sono tutti ambientati nello stesso universo narrativo letterario.

Il sottile filo rosso che li unisce è Tei, personaggio maschile misterioso ed enigmatico a capo di una nota agenzia in cui lavorano sia esseri viventi che fantasmi. La sua presenza è importante e lui e la sua agenzia fanno da sfondo a tutta la vicenda, portando i personaggi principali e secondari a intrecciarsi, talvolta direttamente e talvolta solo indirettamente. Il nome non è casuale: in giapponese tei 汀 significa “riva” o “bordo dell’acqua”, indicando pertanto una sorta di confine, che in questo specifico caso è rappresentato da quello che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. Tei è in grado di muoversi liberamente tra queste realtà e il suo compito, in quanto talent scout dell’agenzia, è quello di cercare donne, vive o morte, in cui alberga un forte potere spirituale o selvaggio. È grazie a lui se queste ultime possono elevare il loro ruolo nella società e riscoprire la loro vera natura. È difficile pensare che in un libro di stampo femminista venga riservato un ruolo così importante ad un personaggio maschile, se non che in Tei possiamo rivedere l’alter-ego di Matsuda Aoko. Così come attraverso la sua agenzia Tei offre alle donne emarginate un rifugio sicuro, in cui possono essere se stesse, così anche la stessa autrice fa con le sue opere.

Ad unire questi racconti non è però solo la presenza di Tei. Il ruolo di protagonista indiscusso dell’opera è, infatti, riservato alla comunità femminile. Ogni storia ha una protagonista diversa, ma se nel folklore tradizionale le donne sono figure isolate destinate ad una tragica fine, qui sono trattate come un tutt’uno, condividono le stesse esperienze e trovano una rivincita sociale dopo la morte.

In sintesi, quest’opera di Matsuda Aoko è molto particolare ed eclettica, ma il messaggio che vuole mandare è forte e chiaro. Non solo riscrive la tradizione folklorica giapponese, ma sovverte anche l’immaginario occidentali della donna, spesso raffigurata come debole, troppo emotiva ed emarginata dalla società. Con questa raccolta di storie Matsuda denuncia la condizione femminile giapponese (e non), incitando le donne a non nascondersi e a non conformarsi alla società che le vuole tenere ai margini, perché in fin dei conti nessuno può contenere la loro natura selvaggia.

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