Attraverso un’investigazione sospesa tra finzione e realtà, In riflette la crisi delle relazioni umane e dei sentimenti che le attraversano. Menzogne e tradimenti, verità e concretezza: ogni confine si assottiglia quando la letteratura entra in gioco. Kirino Natsuo, figura portante della detective fiction giapponese, costruisce una storia in cui la soppressione delle emozioni sembra essere l’unica via possibile per sopravvivere all’amore.
In (イン, 2009) di Kirino Natsuo narra la storia della scrittrice Suzuki Tamaki (nome d’arte di Suzuki Yumiko) e della sua disperata ricerca di X, l’anonima amante del rinomato e ormai defunto Midorikawa Mikio, scrittore de L’Innocente nonché fulcro della nuova opera di Tamaki, L’Indecenza.
L’Innocente è un libro tanto misterioso quanto crudele: Midorikawa racconta senza alcuna vergogna dei suoi più profondi desideri, dei problemi familiari, della rabbia covata nei confronti della moglie Chiyoko e dei tradimenti che hanno costellato la loro relazione, determinando la distruzione del nucleo familiare. L’opera costituisce uno spazio di giunzione tra finzione e realtà, intrappolando al suo interno le anime dei protagonisti e dei lettori, tra cui quella della stessa Tamaki che si sente inspiegabilmente attratta da essa. Durante la lettura de L’Innocente, il dubbio sul confine tra immaginazione e reale rimane una preoccupazione costante e spinge Tamaki verso una ricerca impellente della verità, che definisce al contempo le basi di una riflessione metaletteraria sul genere del romanzo.
In ha una trama intrigante. La sua premessa richiama i toni del thriller anziché quelli del noir e dello hard boiled prediletti dall’autrice e tipici dei suoi romanzi più noti, quali Le quattro casalinghe di Tokyo (アウト Out, 1997) e Grotesque (グロテスク, 2003). Tuttavia, risulta gradualmente evidente che la componente thriller definita dalla ricerca di X funge da pretesto per elaborare una riflessione psicologica su amore e odio, lutto e perdono.

La struttura del romanzo è, senza dubbio, uno degli elementi più accattivanti. Kirino Natsuo ci introduce fin da subito nell’interiorità di Tamaki, intenta a ricostruire lentamente la propria quotidianità dopo la sconvolgente separazione da Abe Seiji, suo ex-editore nonché ex-amante. Seppur già impegnati in relazioni familiari stabili, l’inizio del loro rapporto professionale segnerà anche la nascita di una grande passione che li porterà a fare di tutto per poter trascorrere le proprie giornate insieme. Il loro amore è però destinato a morire: la dipendenza emotiva dei due e l’impossibilità di vivere la relazione fino in fondo, soprattutto a causa del celato timore di Seiji, si rivelano deleterie per Tamaki, che prenderà la dura decisione di separarsi dall’uomo.
La loro storia si intreccia in maniera quasi impercettibile alla sottotrama thriller, che viene elaborata attraverso le interviste a cui sono sottoposte le donne sospettate di essere la famosa X o di avere qualche legame con lei. Con il secondo capitolo, intitolato “In-visibile”, Tamaki sembra quasi scomparire, o meglio, fondersi col lettore. All’inizio la narrazione è condotta in terza persona e si focalizza sulla protagonista, per poi dare spazio ad un monologo recitato dalla donna intervistata, che racconta della sua passata relazione con lo scrittore. La voce narrante cambierà ancora una volta nel capitolo seguente (e fino al termine del libro), in cui Kirino Natsuo crea una narrazione ad incastro che lascia subentrare i pensieri di Midorikawa Mikio contenuti ne L’Innocente. La cornice narrativa di In offre una storia composta da molteplici voci, che permettono al lettore di seguire in maniera estremamente vivida il processo di ricerca di X.
Nonostante i cambi di prospettiva narrativa possano apparire bruschi, sono necessari affinché emerga il rapporto che lega la stessa X a Tamaki. La relazione tra l’amante misteriosa e Midorikawa richiama, infatti, la vita della scrittrice e la sua relazione con Seiji. Attraverso queste situazioni speculari, Kirino Natsuo offre una lente di riflessione sulla figura femminile, la cui esistenza viene definita dal legame con le figure maschili. Questo riguarda prima di tutto X, il cui personaggio esiste solo in funzione della relazione con Midorikawa. La donna non è mai considerata nella sua autonoma individualità; rievocandola ne L’Innocente, lo scrittore non riporta mai il suo nome, riducendola al ruolo di amante e di minaccia al matrimonio con Chiyoko. Per questo motivo, il personaggio di X finisce per dissolversi nella narrazione, trasformandosi in una figura fantasma anche nella realtà.
Il ruolo di “altra donna” interpretato da X e da Tamaki rappresenta il punto di rottura di entrambe le relazioni. Da una parte, Tamaki è disposta a tutto pur di incontrare Seiji, nonostante la paranoia incessante di quest’ultimo che teme di potere essere scoperto; dall’altra, la relazione tra X e Midorikawa è ostacolata dalla moglie dell’uomo.
Tamaki e X si assomigliano molto anche per via della condizione di subordinazione rispetto alle figure maschili. Per Tamaki, questa condizione è duplice. Da un lato la sua carriera letteraria dipende dal supporto editoriale di Seiji; dall’altro si lascia assorbire dal lavoro su L’Indecenza e dall’investigazione del personaggio di Midorikawa al punto tale da permettere che condizioni la propria vita e le proprie relazioni.
Anche l’identità di Chiyoko soffre a causa dell’immagine strategicamente costruita da Midorikawa. Nel libro, lo scrittore la dipinge come una moglie gelosa; la relazione che li lega è per lui ormai motivo di imbarazzo e Chiyoko è una figura da dover placare, priva di raziocinio o di qualità apprezzabili. D’altronde, dal momento che L’Innocente è un romanzo, seppur presentato sotto le sembianze di un racconto autobiografico, Midorikawa è libero di ricostruire la realtà e raccontarla a proprio piacimento. Chiyoko non ha la possibilità di contestare informazioni o eventi che la riguardano e che non rispecchiano la verità. Addirittura, Midorikawa finge volontariamente di non conoscere anche le capacità di scrittura della moglie, pur essendone già consapevole, e si mostra sorpreso nel riportare l’informazione ai lettori. Al contrario, Chiyoko rammenta come egli avesse affermato esplicitamente che “in una casa non c’è bisogno di due scrittori”.
Il parallelismo esistente tra Tamaki e X è sicuramente uno degli elementi che intriga maggiormente la scrittrice, la quale appare ricercare una soluzione alla propria condizione attraverso X ne L’Innocente. Tamaki non si limita ad osservare X, ma riconosce nella donna un’immagine di sé. Tuttavia, gli indizi individuati dalla protagonista non porteranno subito ad una soluzione. Daranno bensì vita ad una lunga ricerca investigativa, complicata dall’alone di mistero che avvolge le figure di Midorikawa e X, che costringerà la donna a rivolgersi direttamente alla moglie dello scrittore.
Dal punto di vista narrativo le interviste si rivelano, per Tamaki e per noi lettori, un utile mezzo per conoscere Midorikawa: un uomo facoltoso e libertino, che non si preoccupa minimamente dei cuori spezzati che lascia dietro di sé. Seiji e Midorikawa, proprio come Tamaki e X, sono personaggi che presentano svariati elementi in comune. Entrambi desiderano al contempo tutto e niente. Lasciano che le loro amanti si sacrifichino ripetutamente per loro a costo di perdere sé stesse, e non dimostrano alcuna disposizione a stravolgere le proprie vite. Anche dopo essersi allontanati, permangono nella storia quali presenze latenti e tormentatrici nell’esistenza delle due donne. Midorikawa giudica con molta aggressività le donne a lui vicine, ponendo X e Chiyoko costantemente a confronto. In particolare, critica aspramente la gelosia della moglie, da lui ritenuta asfissiante. Sentendosi intrappolato, l’uomo crederà di poter trovare la pace solo liberandosi di ogni legame e relazione emotiva. Proprio a partire da questa riflessione di Midorikawa, Tamaki capisce come affrontare i sentimenti che ancora prova per l’ex-amante e il desiderio di riavvicinarsi a lui.

“Tamaki non poteva fare a meno di pensare che il loro viaggio non fosse ancora finito. […] Ma come fare, allora, a mettere un punto fermo alla loro storia? In che modo si poteva arrivare una volta per tutte alla fine del viaggio? La soluzione era una sola: sopprimere. Bisognava sopprimere il loro rapporto d’amore. E difatti era questo il tema che Tamaki aveva scelto per il suo nuovo romanzo, L’Indecenza.”
Per la donna, anche la flebile speranza di poter riprendere i contatti con Seiji scompare quando si rende conto che, mentre lei è rimasta attaccata al passato e ha lasciato che i propri legami la soffocassero, Seiji ha ormai deciso di andare avanti e “vivere la vita alla leggera”. Questa è la tematica centrale di In, che presenta la soppressione delle emozioni come unico rimedio ad un amore trasformatosi in ossessione.
La soluzione individuata da Tamaki trova conferma anche nella condizione di Chiyoko, la moglie di Midorikawa. Forse è questo il vero colpo di scena di In: l’indagine su X, più che risolvere un mistero letterario, è il mezzo che permette di rivelare le ferite interiori di Tamaki, che finirà per riconoscersi in Chiyoko e provare una forte affinità con lei. Chiyoko è una donna che, proprio come Tamaki, è rimasta legata al passato. La rabbia provata nei confronti del marito ha cristallizzato il loro legame anche dopo la sua morte, impedendole di guarire dalle proprie ferite emotive. Ancora una volta, Tamaki comprende che l’unico modo di guarire dall’amore è eliminare ogni emozione dalla sua vita ed è ciò che Chiyoko non è riuscita a fare, a differenza di Midorikawa e Seiji.
La ricerca di X, tuttavia, non si risolve come potrebbe succedere all’interno di un tipico thriller. I finali aperti sono un elemento particolarmente apprezzato dalla narrativa giapponese e In, seppur offrendo una conclusione alla componente investigativa, non fa eccezione. Per Kirino Natsuo, il vero mistero non riguarda infatti l’amante di Midorikawa e l’indagine a lei legata. Al contrario, risultano centrali la consapevolezza che Tamaki acquisisce attraverso la ricerca della donna, oltre che la misteriosa natura della scrittura. Attraverso il romanzo e la figura di Tamaki, Kirino Natsuo sviluppa una doppia indagine che, al di là di X, si focalizza proprio sul potere occultatore della letteratura, capace di portare l’individuo alla follia e di trasformare la vera natura delle cose. Il romanzo può dare vita a finzione e nuovi personaggi, ma nel farlo deforma e cancella la stessa realtà a cui si ispira, proprio come dimostrato da In.
Tuttavia, l’ambiguità relativa alla riflessione sul rapporto tra scrittura e verità risulta probabilmente anche uno degli elementi più critici del romanzo. L’autrice infatti sembra preparare il terreno per una rivelazione che non arriverà mai. Il tentativo di costruire un romanzo su più piani rappresenta, indubbiamente, una sfida notevole che genera grandi aspettative, ma ciò finisce anche per indebolire la componente thriller, la cui risoluzione appare piuttosto piatta, suggerendo l’idea che ci sarebbe potuto essere qualcosa di più.



