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Il mondo dei fiori e dei salici. Autobiografia di una geisha di Masuda Sayo

1 Giugno 2014
NipPop Staff

ONO Arte Contemporanea presenta il romanzo Il mondo dei fiori e dei salici. Autobiografia di una geisha (Obarrao, 2014), alla presenza di Paola Scrolavezza (Università di Bologna) e Francesca Scotti (scrittrice).

“Il mondo dei fiori e dei salici” (karyūkai) è il mondo delle geisha, parola che nasce dall’unione di gei (arte) e sha (persona). Termine che rievoca atmosfere eleganti, aggraziate cerimonie del tè, dolci musiche, preziosi kimono di seta. Masuda Sayo, invece, narra una realtà diversa, descrive la vita –la sua- delle onsen geisha, donne che praticano la professione nelle stazioni termali, ben distanti dai raffinati ambienti delle città. Con uno stile semplice e diretto, senza indulgere in pietismi, racconta la quotidianità delle ragazze e le rivalità che spesso nascono fra loro. Descrive il modo di relazionarsi con i clienti, le pratiche artistiche e i soprusi dolorosamente sopportati. La storia di Masuda contrasta con lo stereotipo e l’immagine iconografica che della geisha esiste nel mondo, soprattutto occidentale. Le parole di Masuda sono la protesta, il grido disperato di una bambina maltrattata, venduta, destinata a diventare non la regina dell’intrattenimento notturno nel rinomato quartiere di piacere di qualche grande città, come lo stereotipo legato alla figura della geisha suggerisce, ma un’umile onsen geisha, che intrattiene i frequentatori di una stazione termale, piccoli proprietari terrieri, membri della mafia locale, titolari di aziende o fabbriche, viaggiatori di passaggio o turisti in cerca di divertimento a poco prezzo. La sua autobiografia costituisce un unicum, una rara e preziosa testimonianza non romanzata, perché Masuda Sayo denuncia il lato nascosto di un mondo verso il quale si nutrono curiosità e attrazione, ma che a pochi è dato di conoscere veramente dall’interno. Ed è così che mito romantico della geisha lascia spazio alla vera storia di una donna che con sincerità cruda e brutale denuda la propria vita, in un grido di protesta e in una denuncia che rimangono unici nel panorama della letteratura giapponese moderna e contemporanea.
Masuda Sayo, nasce nel 1925 a Shiojiri, cittadina della prefettura di Nagano, da padre sconosciuto. Lo zio, con il quale trascorre la prima infanzia, l’affida molto presto a dei proprietari terrieri presso i quali farà la bambinaia. Appena  dodicenne Masuda viene venduta dalla madre, costretta da necessità economiche, alla Takenoya, una casa di geisha della stazione termale di Suwa. Dopo il duro apprendistato nelle arti tradizionali quali la musica, il canto e la danza, Masuda, a sedici anni, diventa geisha. La sua educazione scolastica, invece, è completamente assente, e resterà analfabeta sino a trent’anni. Gli accadimenti provocati dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale le offrono l’opportunità di abbandonare la professione. Per sopravvivere svolge lavori umilianti ma, da autodidatta, impara a leggere e scrivere. Nel 1956 viene a sapere che la popolare rivista femminile Shufo no Tomo ha indetto un concorso letterario dal titolo “Storie vere di donne”, e decide di partecipare. Invia un breve manoscritto dal titolo Aru inaka geisha no rutenki (“I vagabondaggi di una geisha di campagna”; arriva seconda. Il testo, però, viene subito notato dagli editori di Heibonsha che la convincono a scrivere la sua autobiografia; l’anno successivo viene pubblicato, così, Geisha. Kutō no hanshōgai (“Geisha. Metà vita di pene e di lotte”). Nel 1959 apre un proprio bar che presto trasforma in ristorante di successo. Due anni dopo, ottiene la qualifica di ‘chef’ della cucina tradizionale giapponese.
Ritiratasi nella sua città natale, muore nel 2008, all’età di ottantatre anni.
Martedì 03/06/2014 ore 18:30
ONO Arte Contemporanea 
Via Santa Margherita, 10, 40123
Bologna
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