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NipPop

InterCulturAzione – il Giappone a Bologna!

14 Aprile 2026
NipPop Staff

NipPop e Takamori portano e danno risalto alle voci artistiche giapponesi che abitano e animano il territorio bolognese, con una serie di incontri lungo tutto il mese di maggio, scoprendo i loro percorsi personali e creativi per raccontare un angolo di Giappone inedito in Italia.

InterCulturAzione – il Giappone a Bologna è un percorso che vuole tracciare e valorizzare la presenza giapponese a Bologna, attraverso il dialogo con alcune figure chiave, grazie alle quali portare alla luce la realtà delle dinamiche migratorie dal Giappone all’Italia nelle sue diverse sfaccettature.  Le loro storie e le loro esperienze personali e professionali permetteranno di evidenziare come la cultura giapponese sia entrata in contatto con quella italiana e si rielabori continuamente nel contesto bolognese. Le varie tappe del progetto offriranno al pubblico un’occasione unica per esperire i diversi modi in cui la cultura giapponese e quella italiana possano arricchirsi reciprocamente, spaziando dalla tradizione, all’arte contemporanea e alla cucina. Un’opportunità per consolidare la presenza giapponese a Bologna, dando risalto alle voci artistiche che da anni contribuiscono all’interculturalità bolognese.  

InterCulturAzione – il Giappone a Bologna è un progetto realizzato nell’ambito del progetto “TrasformAzioni: Osservatorio delle Lingue, Letterature e Culture in transito” del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna. 

Il progetto si avvale della collaborazione e dell’esperienza delle Associazioni Culturali NipPop e Takamori, che da anni incoraggiano lo scambio interculturale Italia-Giappone, nonché di significativi partner sul territorio. 

LE ATTIVITA’

APRILE:

20 Aprile 2026 ore 15:00 

L’arte col fil di ferro di Kobayashi Chizu 

TEATRO DEL BARACCANO

Via del Baraccano 2, Bologna

Nata e cresciuta in Giappone, Kobayashi Chizu ha sviluppato la passione per l’arte fin da giovane, ma è stata la scoperta del filo di ferro come mezzo espressivo a cambiare il corso della sua carriera artistica. Intrecciando e piegando il filo di ferro crea forme e figure che prendono vita di fronte ai nostri occhi e raccontano storie capaci di smuovere le emozioni di chi osserva.

Le sue opere spaziano dalle rappresentazioni realistiche di fiori o animali a composizioni astratte esplorando temi universali dove la natura e la spiritualità intersecano la complessità dell’esistenza umana. Ma soprattutto Chizu ci invita alla riscoperta della bellezza e della potenza espressiva insite nella matericità di un’opera che nasce dalle mani dell’artista, e ci invita a rallentare, a fermarci per lasciarci invadere dalla meraviglia del mondo attorno a noi. 

Nel 2025 la regista ha realizzato un documentario dedicato all’arte di Kobayashi Chizu, ripercorrendo la storia dell’arrivo di Chizu a Bologna e il percorso artistico e esistenziale che l’ha portata oggi a essere apprezzata sia in Italia che in Giappone.

Nella cornice del Teatro del Baraccano il 20 aprile Chizu si racconterà al pubblico attraverso le sue parole e le immagini del documentario.

29 aprile ore 18:00

Karasumaru Yumi – talk e performance

Opificio Golinelli

Via Paolo Nanni Costa 14, Bologna

Che cosa resta di noi quando il passato continua a parlare nel presente? Come cambiano identità e memoria quando ci si sposta tra culture, lingue e geografie?

Mercoledì 29 aprile alla Fondazione Golinelli Karasumaru Yumi, artista e performer nata a Osaka e attiva tra Bologna e il Giappone ci accompagna nel suo lavoro pittura, fotografia e performance, una dichiarazione d’affetto per il suo paese d’origine, attraversata da una vigile inquietudine verso il futuro. La sua ricerca intreccia memoria e presente, creando “paesaggi” geografici e antropologici costruiti su un punto di vista personale capace di far convivere elementi complessi, anche apparentemente distanti.

L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per conoscere l’artista e immergersi nella sua ispirazione, anche attraverso l’opera La famiglia (1995), esposta nella mostra I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi (6 febbraio – 28 giugno 2026, Centro Arti e Scienze Golinelli): un lavoro che porta al cuore del suo legame con un passato insieme personale e culturale, persistente e a tratti rarefatto, sul punto di scomparire.

Come l’artista stessa racconta, negli ultimi tempi si è appassionata all’ascolto delle storie – vere o inventate, pubbliche o private – e condividerà con il pubblico un percorso di narrazioni e “tesori” raccolti dal proprio passato fino a oggi. Karasumaru dedicherà inoltre al pubblico la lettura di una poesia di un poeta sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima: un gesto in continuità con il suo progetto Facing Histories, in cui si confronta con le tracce della storia e con le memorie individuali e collettive.

MAGGIO:

12 Maggio 2026 ore 18:30 

Il manga a Bologna – incontro con Ichiguchi Keiko

Libreria delle Donne

Via San Felice 16/A, Bologna

InterCulturAzione – il Giappone a Bologna continua in maggio con altri appuntamenti, e con la realizzazione, grazie al contributo delle visual artists coinvolte, di una vera e propria mappa interattiva della presenza giapponese a Bologna, che tracci le attività artistiche, di ristorazione e culturali ma anche i luoghi simbolo di un percorso di decostruzione e ricostruzione identitaria. La mappa sarà pubblicata in occasione del Festival TrasformAzioni: Osservatorio delle Lingue, Letterature e Culture in transito, che si terrà a Bologna il 20-21-22 maggio 2026. Ad arricchirla una serie di interviste che in formato video diventeranno il primo step della costruzione di una sorta di archivio della migrazione giapponese in città.

Nata a Osaka il 19 dicembre 1966, dal 1994 Keiko Ichiguchi vive e lavora a Bologna. Scrittrice e mangaka, ha esordito nel mondo dei fumetti nel 1988, quando ha ottenuto un premio al concorso per i nuovi talenti della casa editrice giapponese Shogakukan. Nel 1995 ha disegnato il suo primo volume direttamente per l’Italia, Oltre la porta (Star Comics), mentre nel 1997 ha firmato per Kodansha i manga 1945 (Kappa Edizioni 2000) e America (Kappalab 2014). Figura poliedrica, che da sempre attraversa non solo lingue e culture ma anche generi diversi, in Italia ha pubblicato anche diversi volumi di saggi, fra i quali tre libri sui misteri di Firenze (2003), Roma (2005) e Venezia (2010) ai quali si aggiunge il volume edito in Giappone sulla storia di Bologna Childrens’ Book Fair (Hakusuisha 2013). Negli ultimi anni ha collaborato con l’editrice franco/belga Kana (Dargaud-Lombard), realizzando graphic novel come Là où la mer murmure (Dove sussurra il mare, Ronin manga 2010) e il poetico Malgrè tout fleurissent les cerisiers (La promessa dei ciliegi, Euromanga Edizioni 2014) e con l’editrice giapponese Takeshobo, realizzando i fumetti umoristici Andrea to issho! (Insieme ad Andrea!), un essay-manga che racconta la sua vita in Italia. La sua ultima pubblicazione nel 2019 per la Kappa edizioni, Mamma questa è L’Italia, riguarda un tema caro all’autrice, la vita di una giapponese nel nostro paese. Nel 2025 per Bonelli editore ha invece esordito come sceneggiatrice con il graphic novel La vita di Otama, che, con i disegni di Andrea Accardi, ripercorre la vita di Otama Kiyohara: divisa tra due mondi, Il Giappone e l’Europa, fu la prima artista giapponese a dipingere in stile europeo e la prima donna nipponica a posare per un artista europeo, il siciliano Vincenzo Ragusa, scultore di origini palermitane. Otama tornerà nel proprio Paese natio dopo cinquant’anni, per scoprire che molte cose sono cambiate…

17 Maggio 2026 – ore 16:30 

Il kamishibai a Bologna – incontro con Noda ‘Yocci’ Yoshiko

ZOO OPEN TASTE

Strada Maggiore 50/A, Bologna

Yoshiko Noda, in arte Yocci, è nata in Giappone, a Osaka, nel 1980. Laureata in pittura presso l’Università di Belle Arti di Osaka e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, vive e lavora in Italia. Da molti anni collabora con Corraini Edizioni, con cui ha pubblicato vari libri e una collezione di tovagliette gastronomiche, attraverso le quali racconta nel suo stile inconfondibile alcune delle principali ricette della tradizione gastronomica italiana e giapponese. Dal 2006 al 2010 è stata protagonista di una rubrica sul settimanale Internazionale dove raccontava esperienze, avventure, incongruenze e scoperte legate alla sua vita in Italia. Nel novembre 2018, insieme all’artista Lucia Pescador, ha preso parte a una bipersonale alla Galleria Corraini intitolata Lunga vita al lupo dove ha esposto alcune “fiabe modificate” della tradizione europea e giapponese, illustrate e reinventate per essere narrate con l’antica arte del kamishibai, conosciuto anche come “teatro di carta”. Il kamishibai è una forma di narrazione nata nel XII secolo, ma il suo momento d’oro si colloca tra gli anni Venti e Cinquanta del Novecento, quando i cantastorie giravano di città in città proponendo i loro spettacoli a un pubblico soprattutto di bambini: la storia scorreva su fogli di carta infilati in un teatrino di legno o tenuti in mano dal narratore, che leggeva il testo sul retro mentre mostrava i disegni al pubblico. Yocci rivisita questa popolare forma narrativa attualizzandola nell’estetica e nella sostanza, e facendone il perno di un dialogo per immagini fra culture, linguaggi, mondi distanti eppure desiderosi di comunicare. I suoi primi tre esperimenti sono Momotarò archeologico, Tsuru no ongaeshi ornitologico e Cappuccetto rosso archeologico: titoli noti e familiari che vengono riscritti e reinventati per parlare a un pubblico di adulti e bambini, giapponesi e italiani.

IL FESTIVAL

20-21-22 MAGGIO 2026

Il progetto InterCulturAzioni nel corso del festival proporrà un incontro che, attraverso le voci e le testimonianze raccolte, esplori con il pubblico come la cultura giapponese si adatti, trasformi e si reinterpreti in un contesto culturale differente. In parallelo, grazie alla partecipazione degli artigiani e dei maestri di arti tradizionali italiani e giapponesi del laboratorio Miyajima (Via Delle Tovaglie 41, 40124 Bologna), il pubblico avrà modo di esplorare come anche le arti performative  e le forme di artigianato  possano diventare un interessante esempio di transcluturazione.

20 MAGGIO 2026, dalle 17:00 alle 18:00

Aula II – Dipartimento LILEC – Via Cartoleria 5 – Bologna

L’arte di dare voce alle fratture – Il kintsugi

con Marco Montalti

21 MAGGIO 2026, dalle 17:00 alle 18:00

Aula V – Dipartimento LILEC – Via Cartoleria 5 – Bologna

Dal Giappone, la cerimonia del tè

Un viaggio nel mondo affascinante della cerimonia tè a Bologna dove il tè matcha diventa un ponte tra il passato e il presente, tra la mente e il cuore. 

Con la Maestra Miki Honma

21 MAGGIO 2026, dalle 18:00 alle 19:00

Aula VI – Dipartimento LILEC – Via Cartoleria 5 – Bologna

TransCulturazioni – Il Giappone a Bologna – Voci Immagini Luoghi

22 MAGGIO 2026, dalle 15:00 alle 19:00

Miyajima – Via delle Tovaglie, 41 – Bologna

L’incanto della tradizione tessile del Giappone

Indossare il kimono

Per info e prenotazioni, contattate Marco Montalto al seguente numero: +39 379 167 2389

 

InterCulturAzione – il Giappone a Bologna continua in maggio con altri appuntamenti, e con la realizzazione, grazie al contributo delle visual artists coinvolte, di una vera e propria mappa interattiva della presenza giapponese a Bologna, che tracci le attività artistiche, di ristorazione e culturali ma anche i luoghi simbolo di un percorso di decostruzione e ricostruzione identitaria. La mappa sarà pubblicata in occasione del Festival TrasformAzioni: Osservatorio delle Lingue, Letterature e Culture in transito, che si terrà a Bologna il 20-21-22 maggio 2026. Ad arricchirla una serie di interviste che in formato video diventeranno il primo step della costruzione di una sorta di archivio della migrazione giapponese in città.

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