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Short Peace

23 Aprile 2014
Laura Mugnai

Cosa possono avere in comune un santuario abitato da spiriti, una Edo incendiata, un salvifico orso polare e un pericolosissimo tank? Apparentemente nulla, neppure il contesto storico. Solo Katsuhiro Otomo, in qualità di ideatore di un progetto che deve il titolo da una raccolta di suoi fumetti realizzati tra il 1976 ed il 1979.

Avvalendosi di quattro cortometraggi animati diversi (escludendo una breve opening diretta da Morimoto Kōji) il risultato finale è Short Peace, uscito nei cinema giapponesi il 20 luglio scorso e presentato in anteprima italiana al Future Film Festival di Bologna, dove ha inoltre vinto una menzione speciale ex aequo con Tante Hilda!.

Le storie narrate hanno anche quattro setting e quattro registi diversi, tra i quali naturalmente anche il padre di Akira e Steamboy.
Andando per ordine: in Possessions un viandante rifugiatosi in un santuario si imbatte in vecchi oggetti posseduti che egli pazientemente riaggiusta salvando così la propria anima. Con la regia affidata a Morita Shuhei (nel 2006 ha lavorato con Otomo per l'anime Freedom), è stato candidato agli Oscar 2013 come miglior cortometraggio d'animazione.
Combustible , diretto da Otomo stesso, è l'amore di Okawa per il suo amico d'infanzia Matsukichi, diventato un pompiere. Ambientato nell'Edo del XVIII secolo, il disegno scelto da Otomo rende omaggio agli stili pittorici dell'epoca.
In Gambo (diretto da Ando Hideaki) un Oni ha preso di mira un villaggio e le sue donne durante l'epoca Sengoku; a contrastare il demone sarà un gigantesco orso polare aiutato dalle preghiere e dalla forza d'animo di una bambina di nome Kao. Come in Possessions anche qui sono presenti elementi folkloristici e ambientazione storica.
Lo scenario dell'ultimo cortometraggio (diretto dall'esperto mecha designer Katoki Hajime) è invece la Tokyo postapocalittica di A Farewell To Weapons, in cui dei soldati in ricognizione si scontrano con un carro armato ultratecnologico ma non sempre in grado di individuare i suoi nemici.

La cosa che probabilmente più sorprende di tutta l'opera è la mole di significati, citazioni e legami con il passato ed il presente dell'animazione giapponese che Short Peace riesce a racchiudere in soli 68 minuti. Le continue metamorfosi di una ragazzina sospesa nel vuoto nel cortometraggio d'apertura non potrebbero meglio rappresentare tale realtà nel suo complesso.

 

Short Peace (Id., Giappone, 2013)

Regia e sceneggiatura:

Shuhei Morita (Possessions)

Katsuhiro Otomo ( Combustible )

Hiroaki Ando (Gambo)

Hajime Katoki ( A Farewell To Weapons )

Durata: 68 minuti

 

 
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