Intervista a Jake Adelstein

Per gentile concessione di Jake Adelstein

Intervista a Jake Adelstein, giornalista e scrittore. Autore di Tokyo Vice. An American Reporter on the Police Beat in Japan (USA, 2009 – Italia, Einaudi 2011). Libro di memorie ma soprattutto storia mozzafiato sugli intrecci tra yakuza, crimine, politica e giornalismo. Che adesso diventa un film con Daniel Radcliffe

Estroverso, ironico, disponibile. Se si fanno due chiacchiere – via web - con Jake Adelstein nessuno s’immaginerebbe mai che dall’altra parte dello schermo c’è uno dei più coraggiosi reporter degli ultimi anni, autore di un interessantissimo romanzo di memorie che racconta gli intrecci tra yakuza, crimine, politica e giornalismo. Grazie alle sue inchieste Adelstein è riuscito, infatti, a mettere sotto scacco Tadamasa Goto, pericoloso boss della yakuza (la mafia giapponese) e a decretarne la fine. Per riuscire a strappargli un’intervista lo inseguiamo – virtualmente - per mezzo modo: Usa, Giappone, Londra. È un periodo intenso per Adelstein. Il suo libro Tokyo Vice. An American Reporter on the Police Beat in Japan, bestseller uscito negli USA nel 2009 e pubblicato in Italia nel 2011 da Einaudi, sta per diventare un film che avrà come protagonista Daniel Radcliffe. Le riprese inizieranno a breve. “È un progetto che è stato in cantiere per anni. Ho rifiutato offerte precedenti e alla fine ho deciso di riscrivere la sceneggiatura con J.T. Rogers, mio ex compagno di liceo e drammaturgo di grande talento”, ci spiega. E non poteva che essere così, dato che la storia di Adelstein è più incredibile di qualsiasi fiction.

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Cosa sono davvero i ninja?

Che cosa pensiamo quando sentiamo la parola "ninja"? Probabilmente la prima immagine che ci viene in mente è quella di uomini vestiti di nero, con maschera e cappuccio, che lanciano shuriken saltando e arrampicandosi tra i tetti e spariscono dietro a nubi di fumo. Sono personaggi che ancora oggi riscuotono molto successo, anche grazie ad opere come Naruto.

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Tottoro? Fa il bigliettaio...

Cronaca di una giornata al Ghibli Museum

Non so se è stato un colpo di fortuna che ci ha permesso di riuscire a prendere i biglietti per il museo con un breve anticipo, a confronto dei mesi di attesa indicati dal sito internet, o il fatto che comprarli direttamente in Giappone al konbini è più veloce ed è un metodo che non tutte le persone interessate a visitare il museo conoscono, fatto sta che siamo riuscite a prendere i biglietti a solo due settimane dalla partenza.

Per una persona che ama i film dello studio Ghibli, andare nel museo di Tokyo è un'esperienza bella e divertente. È un mondo a parte, separato dalla realtà. Nel momento in cui si entra sembra quasi di essere dentro a uno dei film dello studio, in uno di quegli edifici un po' strani che sono tipici di molte delle opere prodotte.

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Il design responsabile di Takayuki Hori

Il design è certamente un mezzo espressivo impiegato da alcuni esseri umani per rendere più bella e comoda la vita di altri esseri umani. A costo di essere provocatoriamente ingiusti, potremmo spingerci tanto lontano da dire che il design serve a rendere più appetibili le forme dei prodotti allineati sugli scaffali di negozi e ipermercati, a Milano come a Tokyo. Prodotti che, una volta utilizzati o danneggiati, sono invariabilmente destinati a essere buttati, rendendo forse più appropriata, per il contesto sociale affermatosi nel dopoguerra, in Italia come in Giappone, la definizione “società dei rifiuti” che non “società dei consumi”. Le conseguenze ambientali sono sotto gli occhi di tutti. 

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Arcadia Comix - Due giorni di fumetti, cinema e non solo!

Il 28 e 29 Giugno il multisala Arcadia di Melzo (MI) ha ospitato “Arcadia Comix”, una fiera di fumetti, games, cosplay e cinema. La manifestazione, a ingresso completamente gratuito, è nata grazie alla collaborazione tra Ingorgo Comix e Arcadia Cinema.

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THE MOE MANIFESTO – Il mondo del moe

Cosa significa “moe”?
Questa è la domanda su cui ha lavorato Patrick Galbraith e la risposta è contenuta nel suo ultimo lavoro The moe manifesto.

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Perché proprio Bologna? La Città dei Portici vista con gli occhi di una giapponese

 

L'autrice di narrativa e mangaka Keiko Ichiguchi ci spiega cosa le piace di Bologna, il suo rapporto con i portici e perché ha deciso di rimanere a vivere qui.

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Neo Tokyo impact: fotogrammi della post apocalissi

In collaborazione con il Future Film Festival, NipPop® presenta:
Neo Tokyo impact: fotogrammi della post apocalissi

3 aprile 2014 – ore 18:00
Cineteca di Bologna - Sala Cervi
via Riva di Reno 72
Bologna

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Cheerleader? No, nuovi Samurai

Si chiamano Ouendan, cantano, ballano e si allenano duramente per sostenere i gruppi sportivi universitari. In loro si fondono tradizioni ultra americane e antichi rituali giapponesi. Guerrieri e sportivi, con un'estetica che è contaminazione pura, capace di unire le felpe e le uniformi da cadetto alle fasce sulla fronte e il trucco da Kabuki.

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IDOL: Un fenomeno alla conquista del Giappone

 
 
Dando una rapida scorsa alle classifiche di vendita ufficiali per l’anno 2013 pubblicate da Oricon Inc. (principale riferimento per statistiche e informazioni sull’industria musicale in Giappone), salta subito all’occhio un’interminabile susseguirsi di nomi quali: Arashi, AKB48, Momoiro Clover Z, Kanjani8, Kis-My-Ft2… In una parola: idol.

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