ALLA SCOPERTA DEL MOE – La ricerca di Patrick Galbraith

Abbiamo già parlato di Patrick Galbraith e del suo Moe Manifesto e di come per moe si intenda l'attrazione per i personaggi di videogiochi, anime o manga. Un bella intervista rilasciata dall’autore a Otaku USA Magazine ci permette di approfondire il discorso. A partire dal titolo del libro: perché Moe Manifesto?

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Japan Porn boom. Lo hentai ai tempi di internet

La suggestione per questo articolo è nata da una collaborazione con il Museo delle Culture di Lugano in occasione della mostra L'art de l'amour au temps des geishas, inaugurata il 5 novembre alla Pinacothèque de Paris. Una versione più estesa è stata pubblicata all’interno del catalogo della mostra.

È diventato impossibile oggi parlare di pornografia senza considerare l’impatto che l’avvento di internet ha avuto non solo sui meccanismi di produzione, diffusione e fruizione del porno, ma anche sul modo in cui lo approcciamo, come critici o come semplici spettatori della progressiva ‘pornificazione’ del reale. Non solo, ma è un dato di fatto che, proprio attraverso il web, da internet alla videofonia, dal cinema ai video clips, dal manga ai videogiochi, la pornografia made in Japan in anni recenti si è imposta come un vero e proprio fenomeno transnazionale, tanto che il mercato di esportazione del porno è oggi in Giappone fra quelli più attivi.

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Il Giappone e il Natale Take Away

Il Natale in Giappone è tutt’altro che “casalingo”: dalle raffinate opere di cake design al più semplice pollo fritto firmato KFC, il consumismo natalizio sulle tavole giapponesi è ancora più accentuato.

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Giuseppe T. Gervasio: Oggi interprete, domani non si sa.

Traducendo l’indicibile - parte 2

Quello che le mutande (non) dicono.

(Traducendo l'indicibile - parte 1)
 

Ah, le mutande, dolce strazio della vita quotidiana. La mattina appena svegli, oppure dopo una doccia: il rito dell'apertura dell'armadio e della ricerca nel cassetto della biancheria intima, scrutando al suo interno come fosse un portale interdimensionale che ci materializza in un'altra galassia – quella delle tinte probabili e improbabili, vivaci e sbiadite, quella dell'elastico a banda larga o del filo intergluteo, quella dei merletti realizzati con il tombolo o delle fantasie inguardabili che provocano un capi-tombolo. Sì, non ci si può esimere da quel momento della giornata... a meno che non siate nel settore della cinematografia a luci rosse, nel qual caso, per essere sicuri che le mutande non lascino il segno, bisogna evitare di indossarle per svariate ore prima di qualunque ciak... così mi è stato riferito, ovviamente!

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Un gatto di nome Toto. Il mondo al di là delle parole di Kakuta Mitsuyo

 

Mitsuyo Kakuta è l'autrice di numerosi romanzi, tra cui Taigan no kanojo (La donna sull'altra sponda), vincitore del prestigioso premio Naoki nel 2005. Debutta nel 1990 con il romanzo Kofukuna yugi (Un allegro passatempo), vincitore del premio Kaen, e molti dei suoi lavori sono diventati pellicole cinematografiche di successo. Attualmente vive con il suo gatto Toto, regalatole dalla mangaka Rieko Naibara. Soffrendo di problemi di cuore, il piccolo Toto richiede tutte le sue attenzioni e per questo motivo il modo dell'autrice di relazionarsi ai gatti è cambiato radicalmente.

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Loli-moe dal Giappone agli Stati Uniti: dal j-art pop all’east-coast hip pop


Il nuovo video di Pharrell Williams It Girl ha sollevato critiche e curiosità nel panorama mondiale della musica. C'è chi lo considera “an animated epic”, chi lo ha definito “Pokémon-inspired”, chi invece lo ha trovato inquietante.
Ma cosa avrà mai di speciale? Il punto è che questo video nasce dall’incontro tra l'hip-hop americano e il mondo degli otaku giapponesi: la protagonista infatti è una ragazzina animata dagli occhioni grandi e dolci. E i co-direttori e gli artisti che hanno collaborato alla realizzazione sono il designer Fantasista Utamaro e il misterioso pupillo di Takashi Murakami , Mr. , che ha collaborato anche a una mostra dello stesso Murakami nel 2001, Superflat, seguita dalla fortunata Little Boy nel 2005.
Lo stesso Mr., in un'intervista del 2007 , si definisce un lolicon:
“Ho sempre amato i manga, sin da quando ero piccolo. Ma durante il liceo ho cominciato a sviluppare il mio lato più artistico, non volevo più limitarmi a leggerli, i manga. Mi imbarazzava molto essere un otaku. In Giappone ci sono molti otaku che hanno il ‘complesso di Lolita’ (lolita complex) e, quando frequentavo il liceo, uno di questi ha ucciso quattro ragazze. Anche io avevo lo stesso complesso - ce l'ho tutt'ora - ma l'incidente di allora mi ha fatto capire che non volevo far parte di quel mondo. Non mi piaceva essere associato a quel tipo di persone.” (Fonte)

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Con l'anima del riso. Variazioni e sensazioni

"Milano per due giorni capitale del sakè". Dovrebbe incominciare così un articolo che si rispetti sul Festival del Sakè organizzato il 20 e 21 settembre dall'associazione La Via del Sakè nei chiostri austeri, mondani e modaioli dell'Umanitaria, in pieno centro. 

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Intervista a Jake Adelstein

Per gentile concessione di Jake Adelstein

Intervista a Jake Adelstein, giornalista e scrittore. Autore di Tokyo Vice. An American Reporter on the Police Beat in Japan (USA, 2009 – Italia, Einaudi 2011). Libro di memorie ma soprattutto storia mozzafiato sugli intrecci tra yakuza, crimine, politica e giornalismo. Che adesso diventa un film con Daniel Radcliffe

Estroverso, ironico, disponibile. Se si fanno due chiacchiere – via web - con Jake Adelstein nessuno s’immaginerebbe mai che dall’altra parte dello schermo c’è uno dei più coraggiosi reporter degli ultimi anni, autore di un interessantissimo romanzo di memorie che racconta gli intrecci tra yakuza, crimine, politica e giornalismo. Grazie alle sue inchieste Adelstein è riuscito, infatti, a mettere sotto scacco Tadamasa Goto, pericoloso boss della yakuza (la mafia giapponese) e a decretarne la fine. Per riuscire a strappargli un’intervista lo inseguiamo – virtualmente - per mezzo modo: Usa, Giappone, Londra. È un periodo intenso per Adelstein. Il suo libro Tokyo Vice. An American Reporter on the Police Beat in Japan, bestseller uscito negli USA nel 2009 e pubblicato in Italia nel 2011 da Einaudi, sta per diventare un film che avrà come protagonista Daniel Radcliffe. Le riprese inizieranno a breve. “È un progetto che è stato in cantiere per anni. Ho rifiutato offerte precedenti e alla fine ho deciso di riscrivere la sceneggiatura con J.T. Rogers, mio ex compagno di liceo e drammaturgo di grande talento”, ci spiega. E non poteva che essere così, dato che la storia di Adelstein è più incredibile di qualsiasi fiction.

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Cosa sono davvero i ninja?

Che cosa pensiamo quando sentiamo la parola "ninja"? Probabilmente la prima immagine che ci viene in mente è quella di uomini vestiti di nero, con maschera e cappuccio, che lanciano shuriken saltando e arrampicandosi tra i tetti e spariscono dietro a nubi di fumo. Sono personaggi che ancora oggi riscuotono molto successo, anche grazie ad opere come Naruto.

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Tottoro? Fa il bigliettaio...

Cronaca di una giornata al Ghibli Museum

Non so se è stato un colpo di fortuna che ci ha permesso di riuscire a prendere i biglietti per il museo con un breve anticipo, a confronto dei mesi di attesa indicati dal sito internet, o il fatto che comprarli direttamente in Giappone al konbini è più veloce ed è un metodo che non tutte le persone interessate a visitare il museo conoscono, fatto sta che siamo riuscite a prendere i biglietti a solo due settimane dalla partenza.

Per una persona che ama i film dello studio Ghibli, andare nel museo di Tokyo è un'esperienza bella e divertente. È un mondo a parte, separato dalla realtà. Nel momento in cui si entra sembra quasi di essere dentro a uno dei film dello studio, in uno di quegli edifici un po' strani che sono tipici di molte delle opere prodotte.

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