Il mondo del jujitsu invade Roma

Lo scorso fine settimana si è tenuto a Ostia (RM) il 40esimo Congresso Internazionale di WJJF (World Jujitsu Federation) e WJJKO (World Jujitsu Kobudo Organization), con maestri arrivati da tutto il mondo.

Cos’è il jujitsu (柔術) o jujutsu innanzitutto? Il jujitsu è una delle più antiche arti marziali giapponesi, le prime fonti scritte che ne parlano risalgono al 1500 ma probabilmente la tradizione di questa arte marziale è da ricercarsi ancora prima nella storia giapponese. Iljujitsu raggruppa in realtà una moltitudine di discipline, dall’uso della spada e delle altre armi giapponesi quali sai, nunchaku e bo, alla lotta a mani nude. Le armi che vengono di norma studiate risalgono ad alcuni strumenti di uso contadino nel Giappone feudale nel periodo in cui era vietato l’uso delle armi se non ai samurai che, di conseguenza, la facevano da padroni in suolo nipponico. I contadini reagirono mimetizzando le loro armi con gli oggetti quotidiani. Il bo veniva infatti usato per portare l’acqua, i nunchaku per pestare il riso, i sai per smuovere le braci.

La parte su cui però si è concentrato questo storico congresso è la lotta a mani nude. La lotta a mani nude nel jujitsu prevede l’uso della forza dell’avversario contro di lui. Questo concetto non vi è sicuramente nuovo se siete un minimo pratici di arti marziali. E’ infatti facile confonderejujitsu (柔術, arte della cedevolezza) e judo (柔道, via della cedevolezza). La differenza è in verità molto semplice. Il judo è uno sport olimpionico riconosciuto e praticato ovunque nel mondo, e mira a immobilizzare l’avversario. Il jujitsu no. Essendosi originato in ambito bellico, l’obbiettivo non è immobilizzare il nemico, bensì ucciderlo. Possiamo quindi considerare il judo un jujitsu più morbido.

A Ostia si sono quindi riuniti i più grandi maestri del mondo sotto la supervisione di Giacomo Spartaco Bertoletti e di Giancarlo Bagnulo. Tra i massimi esponenti presenti, anche l’alteta di fama mondiale Machado, lo Shihan Stefano Draghi e alcuni maestri giapponesi. Il Congresso è quindi stata un’occasione per avvicinare le voci mondiali delle arti marziali e per permettere a tutti gli allievi presenti di fruire di questo variegato sapere. Tre giorni di allenamenti intensi dalla mattina alla sera che sono però sicuramente valsi la pena. おす!

 

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