Lei e il suo gatto: le emozioni umane da un punto di vista… felino


Questo mese uscirà in libreria e fumetteria Lei e il suo gatto, manga tratto dal primo cortometraggio animato di Makoto Shinkai. Noi lo abbiamo letto in anteprima e ve ne parliamo.

«Era inizio primavera e quel giorno pioveva. Poi lei mi ha trovato. Ecco perché sono il suo gatto». Comincia così la delicatissima storia di Chobi e Miyu, protagonisti di Lei e il suo gatto (Kanojo to kanojo no neko 彼女と彼女の猫). Il racconto è nato nel 1999 dalla fantasia di Makoto Shinkai – famoso regista e animatore giapponese noto per titoli come 5 cm al secondo, Il giardino delle parole e Your Name. – che, per aiutare una ragazza che stava passando un periodo difficile, realizza un cortometraggio in bianco e nero della durata di 5 minuti, servendosi di pochi, semplici programmi e della collaborazione di sole tre persone. Nel corto, un gatto di nome Chobi (la cui voce fuoricampo appartiene allo stesso Shinkai) racconta l’amore per la sua padrona e la vita di tutti i giorni nel piccolo appartamento di lei, con poche, essenziali, riflessioni e la maggior parte dei messaggi trasmessa attraverso la semplicità delle immagini, che già contengono in nuce tutti i temi e gli elementi stilistici che caratterizzeranno le successive produzioni dell’autore.

Nel 2016 sono stati realizzati una straziante serie anime di quattro episodi (dal sottotitolo Everything Flows), che funge da prequel alla vicenda narrata nel corto, e un manga che ne arricchisce ed espande la trama, pubblicato mensilmente sulla rivista Monthly Afternoon. Il manga, basato sull’opera originale di Makoto Shinkai e disegnato da Tsubasa Yamaguchi, uscirà proprio questo mese in Italia, in un volume unico edito da Dynit Manga per la collana Showcase e tradotto da Anna Specchio. Sono quattro i capitoli che compongono Lei e il suo gatto (con l’aggiunta di un breve capitolo extra alla fine), quattro come le stagioni che scandiscono la storia, a partire da quel piovoso giorno di primavera in cui la giovane Miyu trova il gatto Chobi abbandonato in uno scatolone e lo porta con sé nell’appartamento in cui vive sola.

L’intera vicenda è ancora una volta narrata dal felino, ed è attraverso i suoi occhi e le sue parole che poco alla volta conosciamo la sua padrona («la mia umana»), una ragazza che ha deciso di lasciare la casa della madre per lavorare e vivere da sola, ma che con il passare dei giorni è sempre più afflitta da un doloroso senso di solitudine e di inadeguatezza nei confronti della società.

«Non lo so, ho come l’impressione di essere l’unica incapace di adattarsi al mondo.»

Nonostante Chobi condivida i suoi pensieri con i lettori, non risulta mai eccessivamente umanizzato e non perde mai la sua identità di gatto: in quanto tale scappa dalla finestra quando la sua padrona non c’è, non comprende il linguaggio umano e non conosce l’origine della sofferenza di Miyu. Ciò non rende meno autentico il suo rapporto con la ragazza, tanto che questo assume talvolta i tratti di una storia d’amore. La devozione del gatto nei confronti della persona che si prende cura di lui è totale, tanto che la descrive a volte come un’amante, altre come una madre, e in lei vede solo bellezza e perfezione, aspetti di se stessa che la ragazza non è in grado di vedere. Chobi riconosce ogni suo bisogno ed è in grado di confortarla in modi di cui le persone nella sua vita non si dimostrano capaci. Perché a volte ciò di cui abbiamo veramente bisogno non sono le parole, ma una presenza silenziosa che dona sollievo con il solo calore della sua vicinanza (unita a una soffice pelliccia e a piacevoli fusa). E la presenza del gatto diventa tanto essenziale per Miyu che viene da chiedersi se non sia lui, in realtà, a prendersi cura di lei. Chiunque viva a stretto contatto con un compagno felino si riconoscerà senza dubbio in questa storia di amore incondizionato e in tutti i semplici modi in cui questi piccoli amici sanno arricchire l’esistenza.

La semplicità della trama, che scorre lenta senza particolari eventi che sconvolgano il filo narrativo, permette alla storia di scavare a fondo nelle emozioni dei due protagonisti: la routine della vita di tutti i giorni, l’attenzione particolare posta ai dettagli del piccolo mondo costituito dall’appartamento della ragazza, lo scorrere delle stagioni, dalla primavera all’inverno, che marca ora l’acuirsi della tristezza di Miyu, ora un suo ritorno alla speranza e all’ottimismo. Il tratto delicato ed emotivo di Yamaguchi indugia su una miriade di piccoli dettagli, dai vestiti in disordine della ragazza, ai suoi fogli di lavoro sparsi sul pavimento, ai panni da lavare e agli scorci di paesaggi esterni attraversati dal passaggio dei treni, dal volo degli uccelli e dallo scrosciare della pioggia tanto cari al cinema di Shinkai, tutto si fa strumento narrativo in grado di marcare lo scorrere del tempo e dei sentimenti dei personaggi. Anche se quello che conosciamo di Miyu lo apprendiamo perlopiù attraverso il filtro del punto di vista di Chobi, il modo in cui Yamaguchi ne ritrae i sottili capelli neri, le movenze e la fisicità, anche se non sempre ben proporzionato e naturale, le dona spessore emotivo e grande vulnerabilità. Il punto di forza dell’opera è senza dubbio lo stile di disegno, con diverse tavole pervase da una malinconia struggente.

La trama semplice e lineare di Lei e il suo gatto può trarre in inganno a una prima lettura, ma nel complesso compie un buon lavoro nel tratteggiare un conflitto interiore che molti giovani conoscono da vicino, ed è in grado di offrire diverse riflessioni sulla natura della solitudine e sulle responsabilità della vita adulta che gravano di un peso l’animo dei più sensibili. È certamente la lettura ideale per gli amanti dei gatti, ma anche altri lettori potranno apprezzarne l’inedito punto di vista sulle emozioni umane. Miao!

Lei e il suo gatto sarà disponibile in fumetteria e in libreria a luglio, in un volume unico di 162 pagine al prezzo di €14,90. In alternativa potete acquistarlo sul sito ufficiale di Dynit.

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