Designer di Yukari Ichijō: Uno shōjo vintage dai risvolti inaspettati


Shōjo vintage pubblicato nel 1974, esagerato e melodrammatico, uno dei primi grandi successi di un'artista eccezionale, tradotta in Italia per la prima volta da Asuka Ozumi. L’autrice, Yukari Ichijō, nata il 19 settembre, debutta nel 1968 sulle pagine di Ribon con Yuki no serenade (Serenata della neve) e da allora ha pubblicato numerosi manga e saggi ed è seguita da un pubblico molto variegato. Tra le sue opere più rappresentative, oltre a Designer, ricordiamo Suna no shiro (Castello di sabbia), Yūkan kurabu (Yūkan club) e Pride, che nel 2007 ha ottenuto l’Excellence Prize del Japan Media Arts Festival. 

Lo spietato mondo della monda
La vicenda ruota interamente attorno al personaggio di Ami, modella di successo per Reica Ōtori, designer di enorme fama nel Giappone degli anni ’70. La protagonista è ammirata, invidiata, amata e odiata dalle colleghe per via non solo della sua dedizione al lavoro, dovuta a un atteggiamento stacanovista e senza scrupoli, ma anche per le sue straordinarie eleganza e bellezza che le permettono di riscuotere un successo strepitoso come modella di punta per la famosa designer. La signora Ōtori, immagine della tipica self-made woman disposta a tutto pur di raggiungere l’apice della fama, è riconosciuta come il top nel suo ambito e il suo estro creativo suscita l’interesse mediatico e del pubblico appassionato di moda. Tuttavia, il personaggio di Ami si presenta come oscuro, pragmatico, tutti la ammirano per la sua perfezione pur non sapendo nulla del suo passato, che la ragazza tiene gelosamente segreto. Quale sarà il motivo di tanta freddezza da parte della giovane modella?

La verità viene a galla, e anche i guai
Del tormentato passato di Ami si scoprirà che la modella in realtà è orfana fin da piccola: abbandonata dai genitori naturali, viene assegnata a dei genitori adottivi che moriranno poco dopo l’affidamento, costringendola a crescere in un istituto dal quale scapperà per cercare lavoro con mezzi di fortuna, fino al vero e proprio debutto come modella. Dopo un incontro fortuito, la ragazza scoprirà che la tanto odiata datrice di lavoro, la signora Ōtori, non è altri che la donna che la abbandonò in fasce poco dopo averla messa al mondo. La rabbia prende il sopravvento su di lei, provocando un incidente in macchina che metterà fine per sempre alla sua carriera da modella.

Un ragazzo misterioso
Ami, che si diletta spesso nella guida facendo corse in macchina, si imbatte nel giovane Toki, un ragazzo che, senza essersi nemmeno presentato, vince una sfida contro di lei. Dopo il terribile incidente, il ragazzo ricompare davanti alla modella per farle una proposta che lei non potrà rifiutare: grazie al suo aiuto e al suo supporto economico (il ragazzo è in realtà lo spietato leader di un’azienda ricchissima) trasformerà la modella in una designer di successo, in modo tale da entrare in competizione con la signora Ōtori e distruggerla definitivamente sul suo stesso terreno. La proposta allettante, dopo i primi attimi di perplessità, viene accettata da Ami, desiderosa di vendicarsi della donna che senza rimorsi l’ha abbandonata per proseguire la propria carriera. Da qui comincia l’apprendistato della ragazza che, in riabilitazione, riesce a impadronirsi in pochissimo tempo delle tecniche e dei segreti del mestiere. Ami, grazie a Toki, è pronta per il debutto e per affrontare quella che sarà il bersaglio di una vendetta senza pietà.

Il debutto di Ami e un amore infranto
A quanto pare, Ami riuscirà a far emergere un talento innato, ottenendo un successo enorme sin dalla prima sfilata di moda, entrando a tutti gli effetti nel mercato più competitivo del mondo, e classificandosi come prima rivale di Reica, la temutissima designer all’apparenza imbattibile. La ragazza riuscirà piano piano a farsi strada grazie al suo talento, al supporto di Toki, a lei sempre fedele. Ami, tuttavia, deve confrontarsi anche con la dura scoperta di essere la figlia di Aoishi, un giornalista di successo, del quale si era innamorata perdutamente prima di arrivare a rimettere in ordine i tasselli del mosaico del suo passato oscuro.

Un finale tragico
Toki e Ami, essendo sempre stati vicini sin dal principio, scopriranno di provare un sentimento fortissimo l’uno per l’altra, seppur ostacolato dal precettore di Toki, il sig. Masaki, secondo il quale la ragazza non sarebbe adatta a un giovane uomo d’affari senza scrupoli. Tuttavia, la verità è un’altra, e porterà alla tragica fine della storia. Tramite un ingegnoso inganno, Masaki riuscirà a far scoprire ad Ami che il ragazzo da lei amato e suo promesso sposo non è in realtà altri che suo fratello gemello, anch’egli abbandonato in fasce da Reica assieme alla sorella. Lo shock porterà la giovane designer a tentare il suicidio e Toki ad assistere alla scena passivamente. Tempo dopo, vedremo il ragazzo in riabilitazione dopo aver perso la memoria a seguito del trauma della scomparsa di Ami che non ci viene dato di sapere se sia morta o meno.

Una storia vintage con protagonisti dei vinti
Yukari Ichijō presta molta attenzione nel trasportare il lettore all’interno di un ambiente che, negli anni ’70, è in pieno fermento. L’ambiente della moda si presenta come duro e competitivo, un mondo nel quale anche un solo passo falso può portare alla rovina definitiva. In un ambiente del genere si intrecciano i destini dei protagonisti che, pur cercando in tutti i modi di perseguire i loro obiettivi, trovano sempre qualche ostacolo, qualche dramma che il destino ha in serbo per loro. Il manga si presenta come melodrammatico, intenso e ricco di colpi di scena, consigliato a chi vuole sfogliarne le pagine senza perdere interesse neanche per un attimo. Il ritmo concitato della narrazione fa sì che il lettore possa entrare all’interno delle vicende personali dei personaggi, vivendone gioie e traumi, rimanendo sconvolto davanti alle terribili scoperte che dovranno affrontare. 
L’amore non corrisposto, i legami di sangue, la vendetta, gli incidenti, la morte (anche se lasciata in un alone di mistero): non è la tipica storia leggera da leggere per intrattenersi, ma questo non sminuisce la fascinazione che esercita sul lettore, che proverà inevitabilmente compassione per i personaggi che, seppur lottando strenuamente, non riusciranno a realizzarsi.

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