Trasformazioni – Il Giappone in movimento: ‘Red Girls’ di Sakuraba Kazuki


Mercoledì 6 maggio si è tenuto, in livestream, il primo appuntamento all’interno del ciclo Trasformazioni – Il Giappone in movimento, in collaborazione con Power to the Pop – Osservatorio sulle culture pop contemporanee. L’incontro, curato da Paola Scrolavezza, ha visto la partecipazione di Anna Specchio, saggista e insegnante presso l’Università di Bologna e l’Università di Torino, nonché traduttrice del romanzo Red Girls, al centro del nostro dibattito.


Red Girls. La leggenda della famiglia Akakuchiba

Pubblicato in Giappone nel 2006 con il titolo Akakuchiba ke no densetsu (La leggenda degli Akakuchiba), Red Girls è l’unico romanzo di Sakuraba Kazuki finora approdato nelle librerie italiane, pubblicato nel 2019 da Edizioni E/O nella traduzione di Anna Specchio
Red Girls trascina il lettore in un lungo e affascinante viaggio che inizia nel Giappone del dopoguerra. Questi cinquant’anni di storia, all’interno del romanzo, vedono intrecciarsi i rapidi mutamenti sociali ed economici che il Sol Levante vive con le vicissitudini di tre generazioni di donne, appartenenti all’illustre famiglia Akakuchiba, proprietaria di una fonderia e colonna portante di tutto il villaggio di Benimidori, nella prefettura di Tottori. A dimostrazione della elevata estrazione sociale della famiglia, la dimora degli Akakuchiba, rossa e imponente, si erge simbolicamente sulla cima della collina sovrastante il villaggio.
Il romanzo si divide in tre parti – ognuna incentrata su un diverso periodo di trasformazioni del Giappone – narrate attraverso la storia di Man’yō, Kemari e Tōko. Vale a dire, la storia di tre donne e delle loro vite meravigliose

L’epoca degli ultimi miti
Tutto ha inizio nel 1953, con l’adozione di Man’yō da parte di una coppia del villaggio. La trovatella, che possiede il dono della chiaroveggenza, una volta cresciuta finisce per andare in sposa a Yōji, erede della facoltosa famiglia dei ‘rossi di sopra’.
È l’epoca della grande crescita economica del paese, e quindi dell’ottimismo, del benessere e della prosperità. L’istituto della famiglia, tuttavia, resta ancorato ai valori tradizionali e Man’yō è la figura che più di tutte riflette questo sistema di norme sociali: non cerca – e neppure contempla – l’autoaffermazione come donna, come individuo libero.

L’epoca del grandioso e del vuoto
Il grandioso e il vuoto rappresentano rispettivamente il periodo precedente e quello successivo allo scoppio della bolla speculativa – avvenuto nel 1991. È proprio questo il contesto storico che fa da sfondo alla seconda parte del romanzo. A dominare la scena è però Kemari, figlia ribelle di Man’yō ed emblema della gioventù giapponese di quegli anni. Tenace ed energica, Kemari vive la propria adolescenza in sella a una motocicletta, diventando leader della banda delle Iron Angels, ma scegliendo poi, in tempi più maturi, di dedicarsi alla carriera di mangaka, che la condurrà alla stabilità e al successo.

L’assassina
“E così siamo finalmente arrivati al presente.”
Il presente – siamo negli anni Novanta – è una macchia nella storia del Giappone, profondamente segnato dalla precarietà della recessione economica. È questo il presente nel quale cresce Tōko, figlia di Kemari e nipote di Man’yō, nonché voce narrante di tutta la storia.
La ragazza non ha particolari ambizioni e, sopraffatta dalle sue insicurezze, fa fatica a trovare la propria identità e il proprio posto nel mondo. Si sente inutile e si definisce ‘indegna’ di appartenere agli Akakuchiba perché, contrariamente al talento artistico della madre e alle facoltà paranormali della nonna, le doti che lei possiede non sono particolarmente distintive.
Quando però Man’yō, in punto di morte, confessa alla nipote di aver ucciso qualcuno in passato, la ragazza decide di intraprendere un viaggio a ritroso nella vita della propria famiglia, alla ricerca di indizi che possano far luce sulla misteriosa vicenda, dando un nome e un volto alla vittima.

A ogni donna il suo stile
Lo stile di scrittura cambia sensibilmente dal primo al terzo capitolo. La storia di Man’yō, nella prima sezione del romanzo, è intrisa di realismo magico, ed è scritta in un giapponese insolito, quasi occidentalizzato, caratterizzato da frasi lunghe e abbondanza di proposizioni relative. Numerosi sono, inoltre, i termini obsoleti e quelli inventati.
Per narrare le bizzarre avventure di Kemari, nella seconda parte, l’autrice opera una scelta linguistica decisamente originale: unendo i due universi a lei cari – quello della narrativa e quello del manga – utilizza uno stile che richiama molto quello del fumetto giapponese.
L’improvvisata detective Tōko e le sue indagini, nel terzo capitolo, sono narrate in un giapponese fluido, colloquiale, nel quale l’atmosfera mitologica non trova più posto, lasciando invece spazio all’elemento noir.

Punti di forza
Gli aspetti degni di nota del romanzo sono molteplici. Giocano un ruolo importante il riferimento al gender, esplicito nelle figure di Namida Akakuchiba e di ‘uomo-donna’ – due omosessuali che non possono vivere liberamente la propria sessualità –, e l’elemento mystery che caratterizza la terza parte, grazie al quale l’opera si è aggiudicata il Mystery Writers of Japan Awards.
Ma senza dubbio il più evidente e importante di questi aspetti è la grande capacità dell’autrice di aver fatto combaciare perfettamente le soggettività incarnate dalle tre protagoniste con le drastiche trasformazioni in atto all’epoca in cui hanno vissuto.
L’attenzione per il mondo femminile è una costante nella scrittura di Sakuraba Kazuki, presente anche in Watashi no otoko (My Man), romanzo del 2010 da cui è stato tratto, nel 2014, l’omonimo film del regista Kumakiri Kazuyoshi. Incentrato sul difficile e incestuoso rapporto tra una bambina orfana e il parente, adulto, a cui viene affidata dopo la morte dei genitori, le è valso il premio Naoki nel 2008.

Istigazioni alla lettura
Prima di lasciarci, Anna Specchio ci lascia qualche prezioso consiglio di lettura. Oltre, chiaramente, a Red Girls, la nostra ospite raccomanda il romanzo La ragazza del convenience store di Murata Sayaka che si ricollega al tema della  precarietà, e Serpenti e piercing di Kanehara Hitomi, che riprende invece il tema delle  trasformazioni attraverso i cambiamenti sul proprio corpo.
Ringraziando Anna per i preziosi consigli, vi diamo appuntamento al prossimo evento!

È possibile trovare la diretta completa qui .

 
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