NipPop Book Club – Helter Skelter: l’eterna ricerca di una bellezza vuota e irraggiungibile


Mercoledì 9 dicembre, i nostri appassionati di letteratura al femminile si sono riuniti in diretta streaming sulla piattaforma Zoom per il secondo appuntamento del NipPop Book Club di quest’anno. L’evento, curato dalla nostra Paola Scrolavezza, ha raccolto una serie di interessanti commenti, riflessioni e spunti in merito al manga Helter Skelter di Kyoko Okazaki.

 

Helter Skelter

Pubblicato in Italia nel 2018 da Dynit Manga, Helter Skelter, scritto e illustrato da Kyoko Okazaki, fa in realtà il suo debutto per il pubblico giapponese alla fine degli anni Novanta, sulla rivista Feel Young, con diverse uscite tra il 1995 e il 1996, raccolte poi in un unico volume nel 2003. Questomanga ci pone di fronte alla determinazione, alla sofferenza e alla solitudine della modella Ririko, disposta a sottoporsi a qualsiasi tipo di intervento chirurgico nel tentativo di raggiungere un ideale impossibile di bellezza e di perfezione, per soddisfare un costante bisogno di attenzioni e un ossessivo desiderio di successo. Una storia estremamente vivida e cruda, ancora attualissima, che ci accompagna nei meandri più oscuri di un baratro nel quale la protagonista, all’apparenza forte e padrona di sé, sprofonda, mostrandosi così inaspettatamente fragile e insicura.

L’impressione di Paola Scrolavezza

La nostra Paola Scrolavezza ha aperto l’incontro condividendo le sue impressioni su questo manga, senza nasconderci le perplessità avute nel momento in cui ha deciso di renderlo il tema centrale del secondo appuntamento con il NipPop Book Club. Questo prima di tutto perché si tratta di un racconto particolarmente crudo, la cui protagonista è senza dubbio una donna dalle mille sfaccettature, avviluppata in un profondo senso di solitudine e sofferenza, disposta a tutto pur di inseguire un desiderio di cui è in prima persona vittima: il raggiungimento di una bellezza vacua e dell’eterna giovinezza. Questa ricerca la porterà ad allontanarsi progressivamente da tutto ciò che è al centro dei suoi bisogni e desideri più intimi: la voglia di sentirsi accettata e amata.

L’impressione dei lettori

I nostri lettori hanno in generale gradito la lettura di Helter Skelter e sono rimasti particolarmente colpiti dal modo in cui Kyoko Okazaki racconta il profondo senso di solitudine della protagonista. Quest’ultima si rende infatti presto conto di essere circondata da molte persone che sembrano ammirarla profondamente ma che non l’hanno veramente a cuore, come se non l’avessero in realtà mai veramente guardata. Si tratta di attenzioni vuote, proprio come gli ideali che Ririko rincorre e dei quali è vittima. Ed è proprio per inseguire questi ideali che, come sottolineato da diversi dei nostri lettori, la modella sacrifica sempre di più della sua vera essenza, rendendosi estremamente bella esteriormente ed estremamente corrotta interiormente. Il collegamento con lo spietato showbusiness giapponese e, più in generale, con il mondo dello spettacolo e dei social media è stato più volte sottolineato nelle riflessioni condivise durante questo Book Club. Dietro a una vita apparentemente agiata e facile, si nascondono infatti spesso grandi sacrifici che portano a rinunciare a gran parte di ciò che si è realmente. L’idea di bellezza come performance è inoltre sempre in agguato, in particolare per le donne e forse mai come oggi. Tutte considerazioni che ci fanno ritenere che questo manga abbia ancora tanto da dire, nonostante gli anni trascorsi da quando è stato pubblicato la prima volta. Questa forza espressiva viene ulteriormente amplificata e resa vivida dalle illustrazioni della stessa mangaka, dotate di un’estrema potenza grafica. Alcune lettrici hanno infatti notato una certa somiglianza tra alcune immagini evocate dalle illustrazioni di Helter Skelter e lo stile del romanzo Invisible monster di Palahniuk, altrettanto crudo e spietato.

Ririko: la ricerca ossessiva della bellezza e dell’eterna giovinezza

Al centro del manga vi è senza dubbio Ririko: una donna estremamente complessa e “disposta a tutto in nome del successo e della bellezza”. Come sottolineato dalla nostra Paola Scrolavezza, questa ricerca ossessiva della bellezza e dell’eterna giovinezza – entrambe dettate da un ideale vacuo e inconsistente – distolgono Ririko da ciò è forse il suo più vero e semplice desiderio: sentirsi accettata e amata per quello che è. La supermodella è quindi la prima a negare sé stessa, avviandosi verso una spirale sempre più distruttiva, a tratti inquietante. Con la stessa intensità, è anche la prima a incarnare tutta la pressione sociale alla quale le donne sono costantemente sottoposte, oggi come negli anni Novanta e anche in precedenza. Una pressione che spesso le spinge a perdere il contatto con la realtà nel tentativo di rifuggire a tutti i costi qualcosa di naturale e inevitabile: lo scorrere del tempo. In alcune pagine Ririko viene raffigurata quasi come fosse sommersa da oggetti di poco valore presenti nella sua stanza, al punto da confondersi con essi. Assistiamo quindi a una sorta di reificazione della donna, che accentua il senso di vuoto, inquietudine e smarrimento nel quale la storia di Ririko immerge noi lettori. L’evoluzione della protagonista nel corso del manga ci porta poi a scoprire una donna sempre più fragile e in balia delle sue ambizioni, sempre più incapace di riprendere in mano la propria vita e di distinguere ciò che è veramente da ciò che è diventata: “tutti piano piano dimenticano qualsiasi cosa, solo i desideri non cambiano mai e si presentano con nuovi nomi”. I nostri lettori si sono spesso sentiti divisi tra empatia e orrore nei confronti di Ririko e della sua crescente solitudine, sofferenza e crudeltà. Una crudeltà che riserva in primis a sé stessa, ma che spesso rivolge anche alle persone a lei più vicine.

Una critica ancora profondamente attuale
Nonostante il manga sia uscito alla fine degli anni Novanta, tratta tematiche ancora profondamente attuali, tra cui quella della bellezza come performance: non a caso la protagonista è una supermodella. Siamo negli anni in cui in Giappone esplodono il mondo dello showbusiness e la cultura idol. Oggi come allora, su queste figure, viene esercitata molta pressione, soprattutto da parte delle agenzie le quali controllano la loro vita e le sottopongono a regole molto rigide. In questo contesto, il manga anticipa la denuncia contro queste pressioni, che emergerà solo alcuni anni più tardi.
Inoltre, viene affrontato il tema della chirurgia estetica, che sempre in quegli anni vede un vero e proprio boom, come conseguenza dell’ossessiva riproposizione di modelli perfetti a cui aspirare. Iniziano a essere sempre più popolari i ritocchi, in particolare quelli al seno e all’occhio per renderlo più tondo, andando quindi a modificare i tratti per perseguire un modello di femminilità che si discosta dalla fisicità della donna giapponese. Nel manga la critica è estremizzata con la descrizione della clinica teatro di un traffico di organi illegale ma, allo stesso tempo, è lo specchio del boom della chirurgia estetica in quegli anni.
Tematiche ancora molto attuali: la bellezza viene tuttora vista come uno strumento per fare marketing, portando a un consumismo del corpo femminile che viene visto come un oggetto e come tale viene consumato. Ed è così che Ririko percepisce se stessa.
Quello che emerge dal manga è poi l’ossessione per la bellezza e il successo unita alla paura di perdere l’attenzione del pubblico. Con l’arrivo di una nuova modella, Ririko teme di essere rimpiazzata, un meccanismo attualmente molto evidente e frequente sui social per esempio.

Conclusione
I nostri lettori sono concordi con il fatto che la critica mossa nel manga sia ancora molto attuale e tocchi temi ormai di dominio pubblico a livelli molto profondi. Infatti, nonostante sia un tema che ormai è stato ampiamente trattato, il manga ha una potenza nelle immagini e nei testi che ancora oggi riesce a colpire, senza filtri e senza sconti, soprattutto nella rappresentazione della protagonista, che soffre ed è sola.
Come ha sottolineato la nostra Paola Scrolavezza, è presente un richiamo all’idea della donna-mostro, nella quale coesistono forza e debolezza, empatia e mostruosità. È proprio questo il fascino del manga: ci si muove sempre sul confine tra positivo e negativo, per andare a fondo nella riflessione. 

A colpire i lettori, oltre alla storia intensa di Ririko, è anche la società descritta, molto simile alla nostra. L’autrice non aspira a essere astratta ma, nonostante la presenza di elementi tipicamente giapponesi, le tematiche sono universali e toccano da vicino ognuno di noi, portando all’impossibilità di estraniarsi come capita invece in altri romanzi.

Il prossimo incontro: L’isola dei senza memoria di Ogawa Yōko
Il prossimo incontro con il nostro Book Club si terrà il 13 gennaio, sempre sulla piattaforma Zoom, e parleremo de L’isola dei senza memoria di Ogawa Yōko, edito in Italia nel 2008 da Il Saggiatore. Ogawa Yōko è una delle più importanti scrittrici giapponesi contemporanee. Negli ultimi anni le sue opere sono state tradotte in tutto il mondo, ottenendo un grande successo a livello internazionale.
L’isola dei senza memoria affronta il tema del ricordo, trascinando il lettore in un’inquietante distopia che sottolinea l’importanza della memoria.
Un appuntamento a cui non potete assolutamente mancare!

 

 
 
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