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NipPop @FEFF17: La La La At Rock Bottom

Dieci anni dopo Linda Linda Linda presentato sempre al Far East Film di Udine nel 2005, il regista Nobuhiro Yamashita torna a far cantare il pubblico con La La La At Rock Bottom. Questa volta invece di un club di musica scolastico, a fare da sfondo a una vera e propria ode alla j-music sono le vicende di Shigeo, un ex galeotto.

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NipPop @FEFF17: The Royal Tailor

Pellicola ambientata durante il periodo della dinastia Joseon (1392-1910), racconta di un uomo nato in povertà, Jo Dol-seok (Han Suk-kyu), che, dedicando la sua intera vita a un unico scopo, è riuscito a diventare il sarto reale, l’unico a cui è permesso cucire i vestiti del re e della regina.

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NipPop @FEFF17: The Last Executioner

Per il primo dei due film thailandesi presenti al FEFF 2015, il regista Tom Waller porta sullo schermo la vera storia di Chavoret Jaruboon (interpretato da Vithaya Pansringarm), ultimo boia a effettuare le esecuzioni nella prigione di Bang Kwang, in Thailandia. 

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NipPop @FEFF17: Ecotherapy Getaway Holiday

Dopo The Woodsman and the Rain e A Story of Yonosuke, il regista Okita Shuichi, classe 1977, torna al Far East Film Festival di Udine per presentare Ecotherapy Getaway Holiday. Se in The Chef of South Polar del 2009 i protagonisti erano confinati per un anno in una base giapponese al Polo Sud per lavoro, qui la lontananza dalla civiltà è portata sullo schermo attraverso le disavventure di un gruppo di 7 signore over 40 che finiscono per perdersi nei boschi.

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#NipPop @FEFF: Intervista a Giampiero Raganelli

NipPop sempre da Udine, dal Far East Film Festival 2014, con Giampiero Raganelli. Giornalista, critico cinematografico, Giampiero è ben noto a tutto il pubblico degli appassionati. Lo ringraziamo per aver concesso quest’intervista a NipPop, e cominciamo con la domanda di rito: qual è la tua impressione sulla selezione dei film giapponesi a questa sedicesime edizione del Far East?

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FEFF16. Frammenti di oscurità dal cinema asiatico pop contemporaneo

Sembra ormai una tendenza affermata, messa in luce più volte dalla critica e dagli studi della scena cinematografica dark contemporanea, quella di confinare in secondo piano la dimensione extraumana e sovrannaturale, per soffermarsi invece sull’essenza più intima e recondita dell’uomo. Nell’immaginario orrorifico, il motore della paura risiede nell’incontrollabile e nell’ignoto e, arginando mostri, fantasmi e qualsivoglia creatura fantastica, nulla risulta esserlo più della psiche umana.

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