NipPop

Oi Ocha Karakuri Machine, il distributore automatico di tè verde unico nel suo genere!

23 Novembre 2020
Eleonora Fontanella

L’azienda Ito En ha installato un distributore automatico che, grazie a dei simpatici karakuri, permette di scoprire il processo che sta dietro alla bevanda che vende.

I distributori automatici giapponesi, i cosiddetti jidōhanbaiki, sono famosi in tutto il mondo sia per il loro numero sia per le stranezze che vendono. Secondo il Japan Times, in Giappone se ne contano circa 5 milioni. Chi ha avuto l’opportunità di visitare questo paese sa bene che a ogni angolo è sempre presente una di queste vending machine. A colpire gli stranieri sono soprattutto i prodotti che vengono venduti. Oltre alle classiche bevande e snack, si possono trovare infatti anche distributori di uova, frutta e verdura fresche, cibo preparato sul momento e oggetti di qualunque tipo: cravatte, camicie, libri, ombrelli e anche intimo usato.
Un caso particolare è quello del distributore Oi Ocha Karakuri Machine che vende il tè in bottiglia Oi Ocha. Questa macchinetta si differenzia subito dalle altre per il suo aspetto: non è esposto il prodotto in vendita ma, protetti da un vetro, ci sono dei karakuri che mostrano il suo processo di produzione. Nati all’inizio del Seicento, i karakuri sono delle bambole in grado di muoversi grazie ai meccanismi presenti al loro interno, e possono essere considerate una sorta di predecessore dei robot.

Inserendo 160 yen (circa 1,30 euro) i karakuri iniziano a muoversi e su uno schermo digitale appare la fatina del tè verde, Ryokumaru, che ci accompagna alla scoperta del tè Oi Ocha. Per prima cosa, le foglie di tè vengono raccolte nei campi e portate in fabbrica per essere trattate. Qui vengono sottoposte al sassei, un processo in cui vengono cotte a vapore per inattivare alcuni enzimi responsabili dell’ossidazione, in modo da mantenere il colore verde. Una ruota panoramica mostra invece la lavorazione manuale durante la quale le foglie vengono arrotolate fino ad assumere una forma ad ago per permettere all’acqua di evaporare. Si passa poi all’essiccazione che elimina quasi del tutto l’acqua rimasta e fa sì che il prodotto possa durare più a lungo aumentando la qualità dell’aroma e del sapore. Infine le foglie vengono tostate e usate come infuso, che sarà il prodotto finale. Compare poi una tenera karakuri che ci porta una tazza di tè e, alla sua scomparsa, viene erogata la bottiglia.
Grazie a questo distributore possiamo vedere come il tè Oi Ocha sia una bevanda del tutto
genuina e fresca, che non contiene nè zuccheri nè sostanze artificiali.

La vending machine è installata nella departure lobby al secondo piano del Terminal 1 dell’aeroporto di Haneda e appartiene all’azienda Ito En, il più grande distributore di tè verde in Giappone nonché l’ideatore della linea Oi Ocha. Ito En ha dichiarato che questo distributore è nato dal desiderio di far conoscere meglio il tè verde a giapponesi e non. Uno degli obiettivi dell’azienda è infatti quello di fare sentire le persone più vicine a questa bevanda, molto importante per la cultura autoctona.
Oi Ocha Karakuri Machine rappresenta quindi un modo per imparare e allo stesso tempo supportare la produzione nazionale di tè verde.

Fonte: SoraNews 24 

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Oltre a rimanere aggiornato sui nostri eventi e le nostre attività, riceverai anche l'accesso a contenuti esclusivi!

Marketing a cura di

Prossimi eventi

Articoli recenti

Takopi’s Original Sin: la speranza di un futuro più luminoso

Takopi’s Original Sin (タコピーの原罪 – Takopī no Genzai) di Taizan 5, manga pubblicato tra il 2021 e il 2022 sulla piattaforma digitale Shōnen Jump+ e successivamente adattato in una serie anime nel 2025, affronta con toni crudi e disarmanti temi come bullismo, abusi domestici e solitudine infantile. Attraverso l’incontro tra la piccola Shizuka e l’alieno Takopi, l’opera mette in discussione il semplice binarismo tra vittima e carnefice e propone una riflessione sulla violenza sistemica che colpisce l’infanzia, contrapponendo l’estetica kawaii a una narrazione profondamente tragica e rivelando come empatia e comunicazione possano diventare l’unico possibile spiraglio di speranza.

Leggi tutto

Namamiko – L’inganno delle Sciamane: un peculiare e inquietante spazio di rivendicazione femminile

Namamiko. L’inganno delle sciamane (なまみこ物語 – Namamiko monogatari) di Enchi Fumiko, una delle voci più importanti della letteratura femminile giapponese del secolo scorso, è stato pubblicato in Giappone nel 1965, e uscito in Italia nel 2019 tradotto da Paola Scrolavezza per Safarà editore. Romanzo storico di particolare costruzione e intreccio, riprende una delle più celebri ambientazioni del Giappone antico, la corte imperiale, e all’interno dei suoi palazzi dà voce ai personaggi che più sono rimasti oscurati e silenziati all’interno della letteratura tradizionale: le donne.

Leggi tutto

Far East Film Festival 28 – Novità dell’edizione 2026!

Dal 24 aprile al 2 maggio 2026 a Udine si terrà la 28esima edizione del Far East Film Festival (FEFF), intitolata “Un nuovo racconto dell’Asia”. Con un programma ricchissimo e una forte identità culturale, il festival continua a raccontare l’Asia contemporanea attraverso uno sguardo plurale capace di unire storie, volti e sensibilità diverse sotto l’impronta cinematografica.

Leggi tutto