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NipPop

Celebrare la distopia: trent’anni di Akira

15 Luglio 2018
Giulia Miglietti

Nel 1982, tra le pagine del Weekly Young Magazine, nasce Akira, un manga che farà la storia.

Anno 2019: il mondo si rialza a fatica dal terzo conflitto mondiale. Dalle macerie della guerra nucleare sorge Neo-Tokyo¸ una sfavillante metropoli brulicante di spettri di luce e vita. Ma, al suo interno, la realtà è ben diversa.

Nelle viscere della città si agita una società distorta, controllata dalla violenza e dalla sete di potere. Sulle strade si riversano bande di ragazzini a cavallo di potenti motociclette, che rivaleggiano per rivalsa, o solo per un pezzo di pane.

Questa è la disumana, distopica realtà di Akira: un ponte tra il passato fanatico e crudele delle guerre mondiali e l’incertezza del futuro.

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Blade Runner esce nelle sale giapponesi il 3 luglio del 1982. Nello stesso anno, un giovane mangaka di nome Katsuhiro Ōtomo pubblica sulle pagine del Weekly Young Magazine quello che verrà considerato il suo capolavoro.

L’opera riscuote un grande successo. Il gusto spiccatamente cinematografico, la cura e l’attenzione ai dettagli, le tavole estremamente dinamiche, gli permettono di ottenere numerosi riconoscimenti. Tra questi, il Premio Kōdansha per il manga nel 1984.

Dopo pochi anni, nel 1988, l’opera lascia per la prima volta le coste giapponesi. Epic Comics, etichetta editoriale legata al gruppo Marvel Comics, ne cura l’edizione e la distribuzione negli Stati Uniti, facendo così di Akira uno dei primi manga a essere completamente tradotti in inglese.

L’opera si presenta in più volumi e per l’occasione viene ingaggiato il colorista Steve Oliff, il quale, sotto l’occhio attento di Ōtomo, procede a una colorazione digitale delle tavole.

Nel medesimo anno, la pellicola dedicata ad Akira vede la luce e viene accolta positivamente dalla critica di tutto il mondo.

Pilastro del genere cyberpunk e apripista a livello internazionale, Akira ha conquistato più di 50 paesi nel mondo, frantumando ogni confine.

Nonostante siano passati ormai trent’anni dalla sua nascita, riscuote ancora un grandissimo e meritato successo. In termini di profitto, il cofanetto celebrativo del 2017 ha conquistato il primo posto tra i manga più venduti dell’anno. Analoga fortuna anche per la pellicola cinematografica: in Italia Dynit si è recentemente fatta carico di un nuovo doppiaggio, molto più attento al copione originale rispetto a quello del 1992.

L’importanza che quest’opera ha avuto a livello culturale è stata enorme: possiamo chiaramente vederne le tracce, le influenze, da South Park a Michael Jackson.

Akira è Ōtomo: è la sua storia, è l’incarnazione del suo essere autore, mangaka, sceneggiatore e regista. E allora noi, dopo così tanto tempo, non possiamo fare altro che guardarlo, e guardarlo, e guardarlo ancora per farlo un po’ nostro.

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