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NipPop@FEFF20: Yocho (Foreboding)

1 Maggio 2018
NipPop Staff

Tratto da una serie di fantascienza in cinque episodi e opera parallela a Before We Vanish, questo nuovo lungometraggio del celebre Kurosawa Kiyoshi, a differenza dei classici film per il grande schermo, porta alla luce il lato più intimo degli esseri umani, quello che potrebbe emergere in una situazione assurda come un’invasione aliena. In occasione della première italiana della pellicola al FEFF20, noi di NipPop lo abbiamo recensito per voi!

 

Quando Miyuki confida alla collega Etsuko (Kaho) di aver visto un fantasma in casa sua, questa decide di accompagnarla. Trovando però soltanto il preoccupato padre della ragazza, si accorge che in lei c’è qualcosa che non va. Dopo essere stata portata nell’ospedale dove lavora il marito di Etsuko, Tatsuo (Sometani Shota), a Miyuki viene infatti diagnosticata una strana forma di amnesia. Si scopre così che la ragazza ha perso la concezione di famiglia, non riuscendo più a comprendere cosa sono un padre, una madre o un fratello. Etsuko, mentre aspetta pazientemente l’amica, fa la conoscenza di un nuovo chirurgo dell’ospedale, il dottor Makabe (Higashide Masahiro). La donna ha uno strano presentimento rispetto a questa nuova figura e inizia a pensare che possa essere legato agli inspiegabili comportamenti che il marito ha ultimamente.

A insaputa di Etsuko, Tatsuo è infatti diventato la “guida” di Makabe, che in realtà è uno dei tanti alieni impossessatisi dei corpi di vari esseri umani, nel tentativo di comprendere meglio l’umanità in attesa di un’invasione del pianeta Terra. Compito della guida è quindi quello di indicare dei bersagli a Makabe affinché l’extraterrestre possa collezionare i concetti chiave dell’essere umano, come la vita, la paura, il passato, il futuro.

Etsuko, scoperta la verità, viene aggredita da Makabe che cerca di impossessarsi della concezione nata nella mente della donna sul momento, ma fallisce miseramente: la donna infatti è, per un qualche motivo, immune all’abilità dell’alieno.

Si tratta di una corsa contro il tempo in cui Makabe è sempre più affascinato dalla protagonista mentre questa vuole solo trovare un modo per salvare il marito dall’influenza dell’alieno, incurante degli avvenimenti imminenti che potrebbero portare alla fine all’umanità.

L’atmosfera del film è piuttosto cupa, anche a causa dello sviluppo della vicenda e della presa di coscienza di Etsuko di quella che è la realtà dei fatti e della situazione del marito. La protagonista si rapporta principalmente con Tatsuo, con un rafforzamento del legame nei momenti di maggiore difficoltà, e con Makabe, al quale, dopo lo spavento iniziale, cerca di opporsi.

Rispetto al classico film sugli alieni, con tanti effetti speciali per rendere al meglio l’elemento soprannaturale, questa pellicola si concentra sugli aspetti più intimi e psicologici dei protagonisti. La mancata rappresentazione della vera forma degli invasori che si mostrano in tutto e per tutto identici agli esseri umani, contribuisce ad aumentare la sensazione di ansia che lo spettatore inizia a provare già dalle prime battute, favorito da un’adeguatissima colonna sonora. L’inquietudine è ulteriormente accentuata dalla sicurezza con cui Makabe parla della sua natura e dell’imminente invasione del pianeta, quasi a indicare l’inevitabilità di un futuro apocalittico.

I personaggi secondari hanno solamente una funzione di contorno, senza contribuire particolarmente alla vicenda, talvolta dando la sensazione che si potrebbe fare a meno di loro nelle scene principali senza sentirne la mancanza.

L’idea alla base di questo film è relativamente semplice ma è stata ben sviluppata dal regista benché a volte l’azione risulti un po’ dispersiva, considerando anche la lunghezza della pellicola. Nonostante tutto è proprio la forte concentrazione della trama sui protagonisti che riesce a tenere in piedi il film fino alla fine, dove l’inesorabilità degli eventi è ormai chiara.

 

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