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Sentirsi Come un sushi fuor d’acqua in compagnia della straordinaria Tokyo

1 Dicembre 2020
Sara De Punzio


Come un sushi fuor d’acqua è il romanzo d’esordio della giornalista torinese Fabiola Palmeri, edito da La Corte Editore e pubblicato nel 2019.

In sole 272 paine, raccontandoci la storia di due donne che subiscono il fascino di Tokyo in due momenti storici diversi e in due modi che potrebbero sembrare opposti ma che si rivelano in realtà profondamente complementari, l’autrice ci mostra tutta la bellezza e la complessità della capitale giapponese, rendola a tutti gli effetti la terza protagonista di questo delicato romanzo di formazione.

La vita di Bianca, una giornalista torinese che negli anni ’80 decide di trasferirsi a Tokyo, dove troverà lavoro alla NHK per Radio Japan, si intreccia inaspettatamente alla vita di Celeste, un’adolescente di diciassette anni, a tutti gli effetti figlia della globalizzazione perché nata da madre italiana e padre statunitense e vissuta a Tokyo fino all’età di cinque anni, prima di tornare in Italia con la madre in seguito alla separazione dei genitori. Mentre Bianca scopre con assoluto entusiasmo la bellezza e le infinite opportunità della Tokyo degli anni ’80, Celeste cerca di comprendere il legame che la lega a questo luogo: un sentimento forte che la protegge e la spaventa allo stesso tempo, tipico di chi è in cerca delle proprie radici e in piena età adolescenziale.

Nel corso di questo romanzo vediamo quindi alternarsi le avventure e le riflessioni più intime di queste giovani donne e conosciamo sempre più a fondo il loro legame con la terza protagonista: Tokyo. Sarebbe infatti impossibile provare a immaginare le storie di Bianca e Celeste in una qualsiasi altra ambientazione, semplicemente perché si perderebbe l’essenza stessa delle loro vite e, così, dell’intero racconto. A ogni pagina, riusciamo a immergerci nella vitalità di questa metropoli, nelle sue contraddizioni e nel suo dinamismo. Un luogo che non dorme mai e che potrebbe sembrare poco adatto per cercare sé stessi, dove tuttavia entrambe le protagoniste compiono un viaggio interiore che le porterà a svolte professionali e personali che avrebbero creduto impossibili. Non mancano poi continui riferimenti ad alcuni dei distretti più celebri della città, come Shibuya, Aoyama e Nishiazabu, e ad altri luoghi e attrazioni come il ponte Jingu Bashi, il parco di Yoyogi e la splendida Okinawa, il tutto unito ai sapori di prelibatezze giapponesi come il misoshiru, gli onigiri, udon di tutti i tipi e il tè verde senchā in foglie. Il lettore si ritrova così improvvisamente catapultato tra le vie e i sapori tipici di una metropoli e di un paese decisamente fuori dall’ordinario e, pagina dopo pagina, mai come in questo momento storico, non desidererà altro che prendere il primo volo per Tokyo e partire per un viaggio alla scoperta del Giappone e della propria vita.

Questo viaggio così travolgente e inaspettato non è solo una sorta di racconto autobiografico dell’autrice, che per prima ha vissuto nella Tokyo degli anni ’80 per dodici anni lavorando per la NHK. Attraverso i dubbi e la ricerca di sé dell’adolescente Celeste, Fabiola Palmeri è infatti in grado di creare un profondo legame con il tema attualissimo delle generazioni figlie della globalizzazione e di un mondo ormai completamente multiculturale. Il titolo stesso del romanzo nasce proprio da una delle più profonde riflessioni a cui la ragazza arriva durante la permanenza a Tokyo, un’occasione che vorrebbe sfruttare a pieno per poter scoprire quanto più possibile della sua identità divisa tra tre continenti: dokodemo watashi wa gaijin desu (“ovunque io mi trovi, sono sempre straniera”). Anche Bianca, molto prima di Celeste, si è sentita una gaijin, una straniera dall’aspetto per niente nipponico, in cerca della sua strada in una terra che le ha regalato grandi gioie e paure, che l’ha disorientata e l’ha sempre fatta sentire a casa: non sapeva se fosse una cosa positiva o meno, eppure era evidente che la relazione più lunga e soddisfacente mai portata avanti della sua vita fosse quella con Tokyo, non con un fidanzato, un’amica o una persona. Così, in modo costantemente parallelo e allo stesso tempo opposto, le vite di queste due giovani donne si incontrano. Alla fine del romanzo, che è in realtà un nuovo inizio, capiamo che non potranno più vivere l’una senza l’altra e nemmeno senza il profondo legame che le lega entrambe a Tokyo.

Un romanzo attuale e introspettivo che vi farà volare dritti a Tokyo. Consigliato per chi ama viaggiare e vorrebbe immergersi nei luoghi e nei sapori della terra del Sol Levante! Se volete saperne di più sull’autrice Fabiola Palmeri, vi consigliamo di leggere la sua intervista che Stefania Viti ha realizzato per Linkiesta. Tenete inoltre d’occhio il nostro sito perché pubblicheremo presto la nostra intervista all’autrice: tante altre curiosità su questo romanzo e su Tokyo sono in arrivo per voi!

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