NipPop

“Ranma ½”: le due versioni anime a confronto, per una storia che non stanca mai

19 Settembre 2025
NipPop Staff

Saotome Ranma, sedici anni, viene costretto dal padre a rientrare in Giappone per sposare una delle figlie di un suo caro amico; tra queste, Tendo Akane, la più giovane e coetanea di Ranma – nonché la più restia delle tre ad accettare il matrimonio combinato – sarà la prescelta, nonostante ella affermi di odiare i ragazzi. Peccato che, al suo arrivo, si scopre che Ranma è una ragazza… oppure no? È questo l’incipit di Ranma ½, manga della fine degli anni ‘80 che ha recentemente ricevuto una nuova versione anime su Netflix, e che offre diversi spunti di riflessione, soprattutto nell’ambito degli studi di genere e queer.

Ranma ½ è un manga comico scritto e disegnato da Takahashi Rumiko, e pubblicato in Giappone sulla rivista Weekly Shōnen Sunday dal 1987 al 1996. Già a partire dal 1989 riceve un adattamento in anime, prodotto dallo Studio Deen, con una serie di due stagioni per un totale di 161 episodi. Ad ottobre del 2024, lo studio MAPPA – celebre casa di animazione giapponese – ha fatto uscire una nuova versione che, nonostante alcune differenze stilistiche, mantiene comunque la trama originale intatta.

La storia è quella di due sedicenni, Saotome Ranma e Tendo Akane, entrambi eccellenti studenti di arti marziali, che vengono costretti dai rispettivi padri ad accettare un matrimonio combinato. Ranma, che insieme al padre Genma è ospite a casa della famiglia Tendo, inizierà a frequentare la stessa scuola di Akane. Tra i due, inizialmente, vi è molta tensione; tuttavia, pur continuando a infastidirsi a vicenda, si avvicinano sempre di più, anche a causa delle avventure che li coinvolgono e che in un modo o nell’altro sempre con le arti marziali hanno a che fare.

Ed è proprio sullo sfondo dello studio delle arti marziali che si sviluppa il punto principale di tutta la storia: Ranma, infatti, prima di tornare a Tokyo per combinare il matrimonio, si trovava con il padre in Cina, per migliorare le proprie tecniche alle pericolosissime Sorgenti Maledette di Jusenkyo. I due, nel corso di un combattimento, cadono in due diverse sorgenti, con il risultato che ne escono in forma di ragazza, Ranma, e di panda gigante, Genma. L’unico modo che hanno per tornare alla loro forma originale è quella di bagnarsi con dell’acqua calda, e così via ogni volta che entrano in contatto con dell’acqua e dunque cambiano forma.

Nel corso delle sue avventure (o disavventure, considerato che Ranma sembra avere più nemici di quanto non si renda conto), sia a scuola che al di fuori, Ranma deve fare del suo meglio per non rivelare questo suo segreto, che è ovviamente già noto alla famiglia Tendo. Purtroppo per Ranma, come i nemici anche la sfortuna sembra inseguirlo e si ritrova molto spesso a cambiare sesso nel bel mezzo di combattimenti, o addirittura di normali passeggiate. In queste situazioni, suo malgrado, Akane lo aiuterà sempre, addirittura sfidando gli avversari di Ranma per dargli il tempo di ritrasformarsi.

Tra gli aspetti più interessanti della serie, dunque, abbiamo proprio questo gioco sul fatto che Ranma sia per metà ragazzo, per metà ragazza; ciò diventa anche lo spunto perfetto per confrontare le diverse rappresentazioni di Ranma che vengono fatte nelle due serie animate, simili ma allo stesso tempo molto diverse tra loro.

Inizialmente, Ranma fatica ad accettare la sua nuova ‘condizione’, arrivando quasi a fingere che la sua versione femminile non esista e non curandosi di mostrare alcun pudore. Questo è comune in entrambi gli anime, anche se in quello del 2024 vi è poi una scena dove Ranma sfrutta la sua versione ragazza per ottenere un gelato gratis, dimostrando dunque come – seppur in modo un po’ opportunista, si potrebbe dire – inizi ad accettare ciò che succede al suo corpo.

Tuttavia, è molto diverso il modo in cui viene trattato il personaggio di Ranma tra la versione del 1989 e quella del 2024. In quella del 1989 si assiste a una forte sessualizzazione del suo personaggio femminile; che si tratti di qualcuno che per accertarsi che sia in effetti una ragazza le tocca i seni, o che i suoi vestiti si strappino durante un combattimento e di conseguenza il suo petto rimanga esposto, ma l’insistenza sulle sue forme c’è e ha una forte connotazione erotica. Questo aspetto è invece completamente assente nella versione del 2024, e nonostante ci siano comunque le scene dove i seni di Ranma rimangono scoperti, non vi è alcuna erotizzazione della cosa.

Continuando sulla linea della rappresentazione di Ranma, vi è anche una leggera differenza sulla versione di Ranma che viene messa in primo piano nei due anime. Nella serie della fine degli anni Ottanta si può percepire come l’attenzione sia maggiormente posta su Ranma nella sua versione ragazza, forse anche a causa della sessualizzazione di cui parlavamo poco sopra; nella nuova versione dell’anime, invece, il focus sembrerebbe essersi spostato su Ranma ragazzo, in un’ottica di ‘ragazzo ideale’ a cui in effetti molte ragazze sono interessate – e alcune di loro, come si vedrà poi nel corso degli episodi, addirittura disposte a combattere per averlo.

Anche il personaggio di Akane è uno su cui si possono fare riflessioni interessanti: dall’aspetto carino, ma come più volte le viene ripetuto con dei comportamenti un po’ da ‘maschiaccio’, è un personaggio che inizia a rompere quelli che erano gli standard e gli stereotipi associati alle ragazze e alle donne nel contesto in cui il manga e la prima serie sono stati creati. Questi stereotipi si possono forse ritrovare in altri personaggi femminili della serie, che fungono così da ‘mezzi’ attraverso i quali far avanzare la trama; molte ragazze si innamorano di Ranma per il suo aspetto, mentre Akane impiegherà molto tempo a sviluppare sentimenti romantici per lui, e soprattutto sarà il conoscerlo sempre meglio come persona ad avvicinarla a lui.

Per quanto riguarda invece l’esplorazione delle tematiche queer, è bene specificare che questo avviene con ogni probabilità in maniera accidentale e involontaria. Ciò non toglie che molte persone, soprattutto appartenenti alla comunità trans, possano facilmente riconoscersi nell’esperienza di Ranma, in particolare nel disagio che si può provare nel proprio corpo, e che in generale si possano fare riflessioni anche sulla sessualità o l’esperienza queer a partire dalla serie, soprattutto considerato la doppia forma di Ranma e la più volte ripetuta affermazione di Akane sul fatto che odia i ragazzi.

Infine, è bene dedicare qualche riga anche a quella che è la differenza più immediata tra i due anime, ovvero quella a livello visivo dello stile dei disegni, della costruzione delle scene e dei colori. Questi ultimi sono molto più vibranti nel remake del 2024, e vengono sfruttati molto di più per creare effetti speciali; le scene sono anche più dinamiche e il ritmo più incalzante. Al contrario, nell’anime degli anni Ottanta, sono più numerose le pause, anche se le scene di combattimento rimangono comunque ben costruite. A proposito dei colori, invece, nella prima versione anime questi rimangono costanti nel corso di tutti gli episodi, e non hanno la stessa vivacità che hanno quelli del nuovo, ma le immagini restano comunque accattivanti.

Considerando tutto, dunque, possiamo dire che Ranma ½ sia una storia piacevole, divertente e interessante. Entrambe le sue versioni animate possono essere apprezzate, anche se per chi magari si sta approcciando per la prima volta al mondo degli anime, è più consigliata la nuova versione del 2024. Per chi invece dovesse essere più appassionato di anime, in particolare di anime per così dire “vintage”, allora di certo Ranma ½ nella versione del 1989 sarà un piacevole tuffo nel passato.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Oltre a rimanere aggiornato sui nostri eventi e le nostre attività, riceverai anche l'accesso a contenuti esclusivi!

Marketing a cura di

Prossimi eventi

Articoli recenti

NipPop BookClub VII – in collaborazione con la Libreria delle Donne di Bologna

VOCI DI DONNE: LA NUOVA NARRATIVA GIAPPONESE  Il NipPop BookClub, il nostro gruppo di lettura interamente dedicato al Giappone in collaborazione con il Patto per la Lettura del Comune di Bologna e con La Libreria delle Donne arriva quest’anno alla settima edizione, con una proposta sempre più ricca di libri da leggere e di cui discutere insieme: sette appuntamenti per approfondire il ruolo delle voci femminili nella nuova letteratura dal Giappone.

Leggi tutto

“Black Box Diaries”: la realtà delle donne vittime di violenza sessuale in Giappone

La giornalista Itō Shiori racconta coraggiosamente la sua battaglia contro la violenza sulle donne in Giappone mettendo in evidenza la corruzione del sistema giudiziario giapponese basato su abuso di potere, minacce e favoritismi.  Scopriamo insieme Black Box Diaries, documentario distribuito da Dogwoof e diretto dalla stessa Itō, presentato in anteprima nel Regno Unito nell’ottobre 2024.

Leggi tutto