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Look Back: l’importanza del saper guardare avanti e del non rimanere ancorati al passato

27 Febbraio 2026
Rebecca Ricci

Tratto dall’omonimo manga one-shot di Fujimoto Tatsuki (“Chainsaw Man”), il film, disponibile su Prime Video, percorre la vita e il legame che si instaura tra due ragazze, entrambe accomunate dalla passione per il disegno manga.

Look Back nasce come manga one-shot pubblicato nel 2021 da Fujimoto Tatsuki e reso sotto forma di film d’animazione dallo Studio Durian nel 2024, disponibile su Prime Video. Il film condensa l’egregio lavoro di regia e sceneggiatura a cura di Oshiyama Kiyotaka e del comparto sonoro di Nakamura Haruka, capaci di donare una fluidità e teatralità unica all’opera, facendo immergere completamente il pubblico nel racconto.

La trama è molto semplice ed è proprio per questo che funziona. Viene trattata la vita di due ragazze: Fujinono e Kyomoto. La storia è narrata dal punto di vista della prima, la quale si diverte a disegnare strisce satiriche settimanali sul giornalino della scuola sin dalle elementari e perciò è ammirata da tutti. Il primo punto di svolta si ha quando vengono pubblicate le strisce anche della ragazza non frequentante hikikomori Kyomoto; dai suoi disegni si intuisce il talento innato della ragazza e Fujino, sentendosi minacciata, ne diventa l’acerrima rivale. Destino vuole che, alla fine delle elementari, le due si incontrano e Fujino scopre che quella che ha sempre considerato una nemica, in realtà è la sua più grande fan. Alla luce di ciò, le ragazze decidono di realizzare un manga inedito insieme, instaurando con tempo un legame di amicizia indissolubile e quasi morboso. Fujino ha bisogno di lei perché la aiuti nel disegno delle tavole e che la supporti emotivamente; mentre Kyomoto ha bisogno dell’amica che la guidi alla scoperta del mondo reale che sta al di fuori della stanza in cui si è sempre rinchiusa a disegnare prima del loro fatidico incontro.

Colpisce molto come la regia abbia scelto di rappresentare tale legame tra le due ragazze in sequenze di immagini, non dialogate, in cui si vede Fujino che tiene per mano l’amica e che la guida alla scoperta del mondo che lei non era ancora stata in grado di vedere. Tuttavia, Kyomoto si lascia trasportare in maniera passiva dall’amica; con il trascorrere del tempo in lei nasce la volontà prendere in mano la sua vita e trova il coraggio di compiere le sue scelte, trovandosi di fronte ad una scelta che segnerà un punto di svolta per l’intera opera.

Look Back è un’opera fortemente autobiografica. Le ragazze rappresentano le due anime di Fujimoto, cui nome si ottiene unendo Fuji-no e Kyo-moto. Le protagoniste del racconto personificano la passione, lo struggimento, la vivacità e la difficoltà percepite da Fujimoto stesso nel suo essere un mangaka. È proprio questa vicinanza con la realtà che permette al pubblico di immedesimarsi nelle protagoniste e di entrare in profondità nelle dinamiche dell’opera stessa. Fujino e Kyomoto, nel corso del film, si esprimono con grande sincerità, facendo trasparire tanto i loro sogni e speranze verso il futuro, quanto i difetti del loro loro carattere, evidenziati anche dallo stile non pulito dei disegni e delle animazioni. Questo permette allo spettatore di empatizzare con le ragazze, portandolo a provare le loro stesse emozioni e desideri e lasciando sul finale la stessa sensazione di frustrazione dolce-amara. Questi sentimenti vengono resi anche grazie alle musiche di Nakamura e alla sceneggiatura di Oshiyama; i dialoghi sono pochi e impattano tanto quanto i numerosi silenzi, che a volte lasciano l’interpretazione personale del pubblico, altre hanno il compito di trasmettere quel senso di inquietudine e fragilità derivati dalle riflessioni sul senso dell’arte, del proprio lavoro, e della caducità della vita (tema che sta particolarmente a cuore ai giapponesi sin dall’antichità).

Vi è un altro evento che fa riferimento a vicende realmente accadute, ovvero la tragedia avvenuta nello studio 1 della Kyoto Animation nel 2019. In quell’occasione un uomo ha versato 40 litri di benzina e diede fuoco all’edificio, provocando la morte di ben 36 persone, impattando notevolmente l’industria dell’animazione e la comunità del mondo ani-manga. Nel film questa similitudine di eventi si vede nella seconda parte del film, quando le due ragazze sono ormai adulte e Kyomoto inizia a frequentare l’accademia d’arte per accrescere le sue doti artistiche.

Le riflessioni finali che ci suggerisce il film sono molteplici e profonde. In primis vi è la ricerca di un senso nella propria vita, che si riflette anche sul lavoro, espresso dalla frase “perché disegni?”.

L’altro spunto è chiaramente quello di non rimuginare costantemente sul passato, perché quello che è stato, bello o brutto che sia, non potrà mai essere cambiato. Per questo motivo bisogna continuare a vivere, portando il peso e le conseguenze delle proprie scelte, senza pentirsi di essere usciti dalla propria stanza e di aver esplorato il mondo, guardando avanti con forza e facendo sempre del proprio meglio.

Queste sensazioni sono rese perfettamente nell’adattamento animato, tanto che lo stesso Fujimoto, in un’intervista dopo la visione dell’opera animata, afferma: “Pensavo che non avrei mai visto il giorno in cui il mio lavoro avrebbe preso vita con così tanta sincerità”.

In sintesi, Look Back è un’opera atipica, che dura poco meno di un’ora, ma che è in grado di trasmettere sentimenti, emozioni e riflessioni, in una maniera che poche altre opere riescono a fare. Non sarà neanche l’unica versione di questa storia, perché quest’anno uscirà anche una versione live action omonima diretta nientepopodimeno ceh da Kore’eda Hirokazu!

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