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Hell Baby

10 Gennaio 2019
Gioele Albertini

Hell Baby (Gaki Jigoku) è un manga in un unico volume scritto e disegnato da Hino Hisashi. Pubblicato in Giappone nel 1987, in Italia è arrivato a ottobre di quest’anno, nella traduzione di Asuka Ozumi per DynitManga.

La storia è ambientata a Tōkyō, e comincia con la nascita di due gemelle in una notte burrascosa: mentre la prima è perfettamente sana, la seconda ha un aspetto grottesco e inquietante, nonché una grande voglia di sangue al posto del latte materno. Abbandonata dal padre nell’enorme discarica ai confini della città, la bambina demoniaca diventa un’abile cacciatrice, scalando la catena alimentare. Dopo sette anni decide di tornare in città per vendicarsi degli umani che l’hanno abbandonata.

L’autore del manga, Hino Hisashi, attivo nel campo dal 1967, è un autore molto noto a livello nazionale e in parte anche internazionale per le sue storie d’orrore disturbanti, dal forte contenuto splatter, che gli hanno attirato non poche critiche. È stato attivo anche a livello cinematografico, partecipando alla produzione e alla regia di due dei film della controversa serie splatter Guinea Pig, famosa per gli effetti speciali incredibilmente realistici.

In Hell Baby troviamo tutte le principali tematiche dell’autore, ovvero la ricerca di una famiglia, l’infanzia violata, la dannazione ereditata attraverso il sangue, nonché l’estrema decadenza morale. Tutti questi elementi sono quasi sicuramente di origine autobiografica. Hino infatti è nato nel 1946 da immigrati giapponesi in Manciuria, luogo noto per le crudeltà alle quali gli abitanti vengono sottoposti dagli invasori durante la seconda guerra mondiale. Quando nasce il Giappone stava gradualmente perdendo i territori occupati e i genitori dell’autore, per paura di ritorsioni da parte della popolazione locale, dovettero tornare nel Paese d’origine insieme agli altri giapponesi residenti in Manciuria. In un’intervista Hino ha raccontato di essere scampato alla morte durante il viaggio.

La tematica della dannazione dal sangue, accentuata dal fatto che il nonno dell’autore era uno yakuza, così come quella della decadenza morale erano già apparse con altrettanta crudezza nell’opera più famosa di Hino, Visioni d’inferno (Jigokuhen, 1984), pubblicato in Italia nel 1992.

In Hell Baby l’autore non esita poi a ritrarre la decadenza morale tramite una vera e propria rappresentazione mostruosa, con la sovrabbondanza di elementi rivoltanti quali vermi e pelle in decomposizione. I versi citati all’inizio del volume, Come vermi che strisciano per terra, rappresentano la concezione pessimistica della vita dell’autore e costituiscono una aperta sfida al lettore, elementi già presenti per altro in Visioni d’inferno. Hell Baby presenta tuttavia una differenza sostanziale rispetto alle opere precedenti: verso la fine della storia ci troviamo di fronte a un desiderio, una volontà di redenzione, che muove il lettore a una certa empatia verso la bambina indemoniata e la sua triste vicenda.

Per concludere, chiunque sia appassionato dell’orrore troverà in Hell Baby una lettura molto interessante.

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