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Endo: la nuova serie del giovane mangaka italiano Peppe!

14 Novembre 2025
NipPop Staff

Manga storico coinvolgente ed emozionante, Endo narra un reale episodio di vita di una famiglia italiana nel Giappone della seconda guerra mondiale: Fosco Maraini, Topazia Alliata e le tre figlie piccole si trovano infatti a Kyoto quando viene loro comunicato di essere improvvisamente diventati nemici dell’impero nipponico. Scopriamo insieme a cosa andranno incontro scorrendo le tavole di Endo (Dynit Manga, 2025 tradotto da Luca Mencarelli): la nuova serie del giovane mangaka italiano Peppe, presentato all’ultima edizione del Lucca Comics and Games ed edito in Italia dal 31 ottobre!

Classe 1912, Fosco Maraini è conosciuto per essere un grande orientalista e padre degli studi di yamatologia in Italia. Nato a Firenze da famiglia d’arte, consegue la laurea in Scienze naturali ed antropologiche presso la locale università a seguito della quale, nel 1937, compie una spedizione in Tibet che lo porterà a sviluppare un forte interesse per l’Oriente. Poco tempo dopo, infatti, Fosco riceve i fondi per una ricerca sulla popolazione Ainu dell’ Hokkaido e si trasferisce quindi, nel dicembre 1938, a Sapporo. Lo accompagnano la moglie, Topazia Alliata e la prima figlia, Dacia. Terminato lo studio in Hokkaido, Fosco viene impiegato come lettore di italiano presso l’università di Kyoto e la famiglia, ora ampliata grazie alla nascita di altre due bambine Toni e Yuki, si trasferisce nel Kansai.

La loro vita in Giappone trascorre serenamente: Fosco è un insegnante stimato e benvoluto e la famiglia, ormai perfettamente ambientata, riceve il sostegno di una amorevole governante giapponese. La guerra in Europa, però, non procede bene e qualcosa sta per cambiare.

“Gli italiani non sono dei bugiardi!” grida Fosco in apertura del primo volume del manga appena dopo essersi auto-inflitto l’amputazione di un dito della mano sinistra di fronte ad alcuni ufficiali giapponesi.

Torniamo indietro a questo punto di diversi mesi: è il 9 settembre 1943 quando la famiglia Maraini viene posta agli arresti domiciliari in seguito ai cambiamenti politici che stravolgono l’Europa: l’Italia si era arresa agli Alleati ponendo fine all’accordo con il Giappone siglato nel ‘40 con il Patto Tripartito, diventando, così, nemica dell’impero giapponese. Rinunciando di giurare fedeltà alla repubblica di Salò e di conseguenza ripudiando Mussolini, rimasto alleato del Giappone, nell’ottobre dello stesso anno, la famiglia Maraini viene ufficialmente internata in un campo di reclusione sorto a Nagoya, nel quartiere di Tempaku: un ex spogliatoio di un club sportivo riconvertito a prigione. Qui incontrano altri internati, tutti italiani, con cui sperimentano le rigide regole di prigionia imposte dall’impero giapponese e, soprattutto, i morsi della fame.

Il racconto del primo mese di reclusione è straziante attraverso le parole di Topazia in un piccolo diario:

Tre volte al giorno a lavarci con pochissima acqua e sapone. Sino ad adesso ho fatto il bagno soltanto una volta. In una tinozza di legno, secondo le precedenze giapponesi. Le bambine sono nervose, senza giocattoli, senza compagne della loro età e senza spazio per loro sole […] mi sembra di diventare pazza. Spesso ho la paura, l’impressione, che lo diventerò…

Le condizioni di vita diventano sempre più intollerabili: fame, fatica e isolamento dal resto del mondo scavano nell’animo dei protagonisti portandoli sull’orlo della disperazione. Ma l’istinto di sopravvivenza prevale e una scintilla di resistenza, specchio di un remoto sentimento italiano, illumina il campo. Tutto sembra miracolosamente procedere secondo i piani quando, improvvisamente, qualcosa nell’atteggiamento dei carcerieri muta… che la guerra sia finita?

Endo non si presenta solamente come manga storico, una semplice narrazione di fatti: il tratto di Peppe crea ambientazioni non solo realistiche ma intrise dell’emotività dei personaggi e la sua penna trasmette una una potenza narrativa che coinvolge il lettore portandolo a provare sincera empatia.

Un tale livello di immedesimazione è stato reso possibile, forse, dal grande lavoro di ricerca che si cela dietro a questa opera. L’autore infatti ha dedicato anni agli studi storici in primo luogo, ma soprattutto all’approfondimento del sapere tramandato dalla famiglia Maraini (come ad esempio Ricordi d’arte e prigionia di Topazia Alliata, Toni Maraini, Sellerio, 2003). Grazie a questo lodevole impegno, Peppe ha ottenuto l’autorizzazione a utilizzare i reali nomi dei personaggi e la diretta supervisione della famiglia nella stesura dell’opera.

In effetti, seppur apparentemente distanti, Fosco e Peppe hanno qualcosa in comune: entrambi hanno saputo fare della loro esperienza di vita in Giappone un motore creativo. Maraini ha inaugurato la strada agli studi di cultura giapponese in Italia. Peppe ha segnato una svolta diventando il primo mangaka italiano pubblicato in Giappone. Sin da adolescente sapeva di voler intraprendere questa difficile carriera.

Per riuscire a coronare il suo sogno, Peppe ha intrapreso un percorso di laurea che gli ha permesso di conoscere lingua e cultura giapponesi affinando contemporaneamente la sua arte da autodidatta, attraverso la riproduzione delle tavole dei manga che lo avevano ispirato. Una volta laureato, si è trasferito a Tokyo e ha cominciato a partecipare (e vincere!) a numerosi concorsi mensili indirizzati a mangaka esordienti che lo hanno condotto, infine, alla pubblicazione del suo primo manga: Mingo, non pensare che tutti gli italiani siano popolari con le ragazze! (Dynit Manga, 2021). L’opera lo consacra ufficialmente come il primo mangaka italiano e si presenta come una satira delle differenze culturali che intercorrono tra Italia e Giappone – differenze, tuttavia, che è sempre stato incoraggiato a considerare come vantaggio e supporto alla sua creatività!

Alla luce dei fatti, la qualità grafica di Endo acquista ancora più valore: il suo tratto – curato, dinamico ed espressivo – rivela una padronanza della tavola ed una maturità artistica che va oltre qualsiasi insegnamento accademico. Non si tratta più di semplice imitazione ma di un processo creativo personale e meticoloso. Le opere di Peppe sono la prova che la dedizione può diventare arte.

Due percorsi allora, quello accademico di Fosco e quello artistico di Peppe, che in modi diversi hanno saputo dare lustro e voce al nostro Paese nel dialogo culturale con l’Oriente e che hanno trovato il loro punto d’incontro in Endo.

Per chi fosse in cerca di un racconto potente ed emozionante, Endo è una proposta estremamente interessante: un manga sulla via di imprimere un segno nel cuore e nella mente del lettore.

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