Dall’11 settembre è stato proiettato nelle sale italiane il nuovo attesissimo film della saga di Demon Slayer, diventato subito campione di incassi e protagonista del box office. L’opera conferma il successo , e lo eleva del tutto a fenomeno globale.
Demon Slayer, titolo originale Kimetsu no yaiba (鬼滅の刃, lett. “La spada dell’ammazzademoni”) nasce come manga scritto e disegnato da Gotōge Koyoharu, serializzato sulla rivista Weekly Shōnen Jump di Shūeisha dal 15 febbraio 2016 fino al 18 maggio 2020. L’opera ha riscosso un grandissimo successo, arrivando a vendere oltre 220 milioni di copie in tutto il mondo, divenendo, difatti, uno dei manga più letti di tutti i tempi.
Il trionfo di Demon Slayer è da attribuire anche alla serie anime realizzata dallo studio Ufotable, trasmessa a partire dal 2019. Ad oggi l’anime conta quattro stagioni e due film originali, con questo Il castello dell’infinito. La pellicola, uscita originariamente il 18 luglio 2025 in Giappone, inaugura la trilogia cinematografica che porterà sul grande schermo l’arco narrativo finale della serie. Il film, diretto da Sotozaki Haruo , segna un nuovo record d’incassi: nelle sale italiane è stato il primo in classifica per sette settimane consecutive, mentre in Giappone ha superato il capolavoro di Miyazaki Hayao La città incantata incassando finora circa 33 miliardi di yen, pari a 190 milioni di euro. Il record rimasto imbattuto per 20 anni della pellicola dello Studio Ghibli era già stato superato nel 2020 dal primo film Mugen Train, segnando un momento storico nel box office giapponese.

Demon Slayer ha fatto della sua “semplice” trama uno dei suoi elementi distintivi, rendendo l’opera accessibile a tutti. Il protagonista, Kamado Tanjiro , decide di diventare un ammazzademoni dopo che la sua famiglia è stata sterminata da Muzan Kibutsuji , il re dei demoni, eccezion fatta per sua sorella Nezuko, trasformata però in una creatura demoniaca. L’obiettivo che guida Tanjiro per il resto del racconto è quello di far tornare Nezuko umana e la sua forza d’animo è ammirabile. Tema e fulcro fondamentale della serie è appunto quello della famiglia, soprattutto il legame fraterno che riscontriamo più volte nel corso della storia. Altra tematica importante è quella del sacrificio, tratteggiata molto bene nelle figure dei “Pilastri”, gli ammazzademoni più forti.
A rendere la narrazione coinvolgente sono i numerosi personaggi che il protagonista incontra, i suoi compagni d’avventura. Ognuno di loro è caratterizzato da una personalità unica e da un passato doloroso che è sempre approfondito da Gotōge, una delle qualità più apprezzate dell’opera.
Il punto di forza principale di Demon Slayer, oltre alle straordinarie animazioni dello studio Ufotable, è il suo grande impatto emotivo: personaggi e vicende restano impressi nella mente e nel cuore dello spettatore, arrivando spesso a commuoverlo.
Ne Il castello dell’infinito ha inizio la battaglia finale che ha come obiettivo la sconfitta di Muzan e, insieme a lui, lo sterminio di tutti i demoni. Prima di arrivare al re, però, Tanjiro e i suoi compagni devono affrontare le cosiddette “Lune Crescenti”, demoni dalla forza immensamente superiore a quella comune. Tra loro spicca Akaza, la Terza Luna Crescente, riconoscibile dal numero scritto nel suo occhio: lo scontro con lui occupa gran parte del film. È sicuramente uno dei momenti più carichi di tensione che coinvolge totalmente lo spettatore. Akaza è un vecchio nemico in Mugen Train e per questo spinge molto del pathos e delle motivazioni dei personaggi.

L’empatia è un elemento chiave che contraddistingue quest’opera. Sebbene l’audience tifa sempre per gli eroi ammazzademoni la scrittura dell’opera si concentra nel mostrarci come il confine tra bene e male, tra umanità e mostruosità sia in una realtà sottile. L’autore dedica ampio spazio ai flashback dei demoni, e con questo modus operandi si permette analizzare la loro psicologia e di rivelare cosa li ha portati ad essere trasformati in creature mostruose. Il pubblico così finisce spesso per comprendere e provare compassione per i villain e la loro natura più sfaccettata e tragica. Il caso esemplare risiede proprio in Akaza: dopo questo film, da essere uno dei personaggi più odiati dal fandom, è rapidamente diventato tra i più amati, rivalutandone interamente la natura con una storia che è stata in grado di commuovere e conquistare l’animo degli spettatori.

Il castello dell’Infinito non rappresenta soltanto lo scenario della battaglia finale, ma è simbolo di prigionia e di perdizione, nel quale non solo i personaggi sono intrappolati in lotte senza fine contro le loro nemesi, ma anche costretti ad affrontare le proprie lotte interiori che spesso risultano essere più letali di qualsiasi avversario.
Oltre all’intenso carico emotivo e drammatico che l’opera ritrae, Demon Slayer è anche una serie fortemente improntata all’azione. Le battaglie tra gli ammazzademoni e le creature mostruose sono realizzate con così tanta grande cura ed attenzione che chi guarda ne è completamente catturato e coinvolto. Questo forte impatto è possibile grazie all’incredibile animazione dello studio Ufotable, apprezzata da molti.
Musiche ed effetti sonori che accompagnano gli scontri e i momenti drammatici aumentando efficacemente l’intensità delle scene. Lo spettatore è travolto da straordinari effetti visivi, ambienti tridimensionali realistici e colonne sonore avvincenti. Risulta molto difficile staccare gli occhi dallo schermo, in quanto i personaggi durante gli scontri sono così veloci e precisi negli attacchi che non si vuole perdere nemmeno un loro singolo movimento. L’utilizzo della CGI è impiegato principalmente per animare i demoni con movimenti dettagliati, per rendere più incisivi gli effetti visivi, ad esempio quelli delle respirazioni e dei poteri, e per dare più profondità a sfondi e ambienti complessi come quello del Castello dell’infinito. L’animazione di Demon Slayer è così ben realizzata da distinguerlo tra tanti altri anime.

Demon Slayer è ormai un fenomeno globale, e il film Il castello dell’infinito ne ha ulteriormente cementificato lo status, conquistando milioni di nuovi fan in tutto il mondo. L’opera concilia perfettamente la parte dedicata all’azione, al combattimento, con quella drammatica ed emotiva, com’è tipico dello stile di Gotōge Koyoharu. L’attesa per il secondo capitolo della trilogia è appena iniziata.



