NipPop @FEFF 19 - The City of Betrayal

The City of Betrayal (Uragiri no Machi - 裏切りの街) è un film del 2016 diretto da Miura Daisuke, presentato per la prima volta sulla scena internazionale quest'anno al Far East Film Festival 19. 

Tōkyō, luglio. Il caldo soffocante e l’afa fanno sembrare ogni giorno interminabile. Yūichi, il protagonista, è un ragazzo inconcludente che passa le giornate fra la televisione e vari siti di incontri, ed è proprio su uno di questi che incontrerà Tomoko, la protagonista femminile. I due si danno appuntamento, nonostante non si siano mai visti prima. L’incontro sorprende Yūichi: Tomoko non è una ragazza della sua età, a differenza di come si era presentata online, ma una casalinga sui quarant’anni che come lui trascorre la maggior parte del tempo a guardare programmi comici in TV.

La storia si complica quando si scopre che entrambi hanno già una relazione importante: Tomoko è sposata da anni con Koji, un uomo amorevole che non le fa mancare nulla, mentre Yūichi convive con Satomi, la sua ragazza di sempre, che lavora tutto il giorno e da cui lui stesso dipende economicamente. La relazione clandestina tra Yūichi e Tomoko, partita timidamente e con molte incertezze, si rafforza sempre più, senza mai sfociare però in una vera e propria storia d'amore.

 

 

Il tema del tradimento, trattato in un modo nuovo e piuttosto peculiare, offre in realtà l’occasione per uno spaccato più ampio della società contemporanea giapponese. In particolare, mette a fuoco sia l’ipocrisia dominante nei rapporti umani sia il cambiamento della gioventù giapponese che sempre più rifiuta l’impiego a vita e la stabilità in nome di una più ampia libertà, anche a costo di dipendere economicamente dalla famiglia o, come in questo caso, dal proprio partner. Contemporaneamente è possibile notare l’attaccamento a quelle stesse relazioni umane e amorose che vengono associate a un certo tipo di equilibrio, forse per abitudine o per il tempo condiviso.

 

 

Nonostante tutto l’atmosfera dolceamara di The City of Betrayal ci fa essenzialmente riflettere sulle motivazioni che portano al tradimento, senza giudizi di valore, anche se i personaggi sono tutt'altro che innocenti. Il ritmo lento del film, necessario per il procedere della narrazione, fa sì che questa non risulti mai pesante. I numerosi colpi di scena sdrammatizzano la serietà della tematica di fondo e rendono la storia divertente e appassionante, tenendo gli spettatori incollati allo schermo fino al finale. Il messaggio di quest’opera è che non vi è una sola verità, ma essa cambia a secondo del punto di vista: nessuno è completamente buono o completamente cattivo.

 

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